Telefonia: linea pulita..a fondo..!

Come effettuare il passaggio di un cliente da un gestore all’altro?

Come permettere il rientro di un vecchio utente affezionato nella precedente compagnia telefonica?

Tutto è possibile in tempi rapidi, veloci, sicuri e soprattutto gratuiti!

Perché, allora, spesso non accade, o comunque non così facilmente????

Eppure per legge tutta la procedura cd. di migrazione si dovrebbe compiere in soli 5 giorni!

Di fatto, non dovrebbe verificarsi alcun disservizio se l’operatore che cede la linea telefonica – cd. “donating” – si adoperasse per “donarla” in maniera corretta all’ULL (un centro gestito dalle aziende di telecomunicazioni e dall’Antitrust , con sede a Roma, che riceve le linee telefoniche cedute le trasforma con un’operazione di reset, prima di smistarle nella banca dati del nuovo gestore prescelto).

Se si verifica un disservizio, talvolta ciò è dovuto al fatto che la linea non è stata resettata correttamente perché in realtà, ancor prima, il canale che l’ha ceduta non era stato pulito…. in gergo telefonico “LA LINEA NON E’ PULITA ” a fondo!

L’utente, ignaro di tutto, a chi si dovrà rivolgere per ottenere ristoro del disservizio, dei contatti persi e di tutti gli altri disagi nel frattempo subiti? All’ufficio ULL che non ha trasformato e smistato il suo numero telefonico correttamente, al vecchio gestore che “non ha pulito la linea a fondo” o al nuovo gestore che non si è adoperato adeguatamente una volta accettato il numero del nuovo cliente? Ossia, di chi è la colpa? E se si va in giudizio che si ottiene?

Ogni giorno l’ULL controlla dai 2000 ai 2500 passaggi di migrazione telefonica; purtroppo non si possono prevenire tali disagi né è facile individuare l’esatto comportamento che ha procurato il danno e quindi, il nesso di causalità.

Nel caso, allora, in cui si lamenti una tale situazione, è possibile trovare un ascolto per una soluzione al CoReCom che non è la sede per ottenere non proprio un risarcimento, ma una forma di indennizzo e, soprattutto, il definitivo impegno di un gestore, almeno quello “adottivo”, a garantire il perfetto funzionamento della nuova utenza per il futuro.

Davanti all’Agcom, l’Autorità per le comunicazioni ( che è il referente per l’ ”appello”) arrivano, infatti, in numero sempre più esiguo i ricorsi perché la maggior parte di questi vengono definiti prima di intraprendere le vie giudiziali.

I numeri parlano chiaro: la strada della conciliazione, che porta all’accordo nel 70% dei casi, sembra proprio la più gradita!

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