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Uso improprio delle tecnologie e cyberbullismo: rischi e rimedi

Oggi il fenomeno del bullismo è molto diffuso nelle scuole, ma anche in rete. È stato, pertanto, proposto il termine cyberbullismo per denominare proprio gli “atti di bullismo e di molestia effettuati tramite mezzi elettronici come l’e-mail, la messaggeria istantanea, i blog, i telefoni cellulari, i cercapersone e/o i siti web” eseguiti persistentemente da una persona singola o da un gruppo con il deliberato obiettivo di far male o danneggiare un’altra persona, che non può facilmente difendersi.
Alcuni studiosi anglofoni sono soliti distinguere il cyberbullying (cyberbullismo), che avviene tra minorenni, dal cyberharassment (cybermolestia), che avviene, invece, tra adulti o tra un adulto e un minorenne. Tuttavia, nell’uso corrente, il termine cyberbullismo viene utilizzato indifferentemente dall’età delle persone coinvolte.

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Internet, minori e grooming. Reportage di una bella esperienza

Permettetemi un plauso alla lodevole iniziativa del Lions Club Civitanova Marche Host, organizzatore del convegno “I ragazzi nella rete. Internet: rischi e opportunità per i giovani”.
La platea, composta di giovani, genitori e insegnati, poteva essere anche più ricca in considerazione del prestigioso parterre di relatori: dr. Bruno Brattoli, Capo Dipartimento Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia; don Fortunato di Noto, Presidente dell’Associazione METER per la lotta alla pedofilia; dr. Marcello La Bella, Dirigente Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni della Sicilia Orientale; dr.ssa Emanuela Torbidone, psicologa e docente dell’Associazione Italiana di Psicologia Giuridica; e dr. Angelo Busacca, Sostituto Procuratore della Repubblica di Catania.
L’obiettivo del tavolo di studio si è rivelato molto apprezzabile, in quanto sono stati offerti numerosi spunti di riflessione e molti consigli utili sull’uso sicuro delle nuove tecnologie.
In una sola parola prevenire.
Dobbiamo rapportarci con il bisogno di conversazione, che è vitale per gli individui. Da questa considerazione si comprende il successo delle varie chat, forum, newsgroup e social network. Il vantaggio del web è dato dal permettere una comunicazione intensa, ma protetta. Attraverso la tecnologia infatti possiamo superare i conflitti e le angosce che il confronto fisico spesso produce: ma il web non può (e non deve) sostituire le forme di socializzazione classiche e tradizionali.
È doveroso che gli utenti, adulti e minori, ne comprendano i rischi: soprattutto quelli legati alla sovraesposizione dei propri dati personali. Contro tali pericoli la forma più efficace di controllo rimane l’autotutela, cioè la gestione attenta dei propri dati.
A tale scopo gli organizzatori hanno pubblicato e distribuito un opuscolo contenente le linee-guida “Navigare sicuri” per indirizzare l’azione delle famiglie e degli educatori nell’accompagnamento dei giovani che navigano in rete.
Colgo l’occasione per segnalare inoltre, con le medesime finalità, la pubblicazione (consultabile sul sito www.garanteprivacy.it) del Garante della Protezione dei Dati Personali dal titolo: “Social Network: attenzione agli effetti collaterali”.
In ultimo, vorrei sottolineare che si è anche parlato molto di abusi sui minori e di pedofilia online. Un computer collegato tramite web può essere, per alcune persone male intenzionate, il modo migliore per nascondere propositi criminali e per consumare delitti online. Il fervore suscitato dalla votazione unanime del Senato della ratifica della Convenzione di Lanzarote racchiude il desiderio di arginare le condotte criminose, permettendo un uso corretto e positivo della rete delle reti.
Mi permetto di ringraziare personalmente il signor Tonino Maurizi, Presidente del Lions Club Civitanova Marche Host, e la signora Maria Feroci che hanno accolto con entusiasmo la nostra curiosità di partecipare all’evento per comprendere, non dove siamo arrivati, ma quale strada è ancora da percorrere per la tutela nell’uso delle nuove tecnologie. E auspico che simili iniziative possano moltiplicarsi e coinvolgere sempre più persone…

Qui sotto un video con alcuni stralci della conferenza

I ragazzi nella rete – Internet: rischi e opportunità per i giovani

Immagine tratta dall'invito

Incontro organizzato dal Lions Club Civitanova Marche Host per il giorno 5 marzo 2010, ore 16:30 presso il teatro Cecchetti..

L’obiettivo del convegno è di creare un tavolo di studio che , attraverso una disanima della realtà attuale e dei fatti di cronaca relativi a positività e negatività nell’uso della rete, individui, da una parte le possibilità offerte, in modo particolare, ai giovani utenti dal corretto uso di INTERNET e dall’altro i rischi connessi ad un utilizzo criminale di questo veicolo di comunicazione, per poter dare utili indicazioni sia alle Agenzie Educative (famiglia, scuola, chiesa..) sul ruolo che debbono svolgere, sia alle Istituzioni sulle iniziative che potrebbero porre in essere per prevenire e contrastare i reati ai danni dei minori” (estratto dell’invito, pubblicato sul sito del Liceo Leonardo da Vinci)

Convenzione di Lanzarote, grooming: nuovi reati informatici a tutela dei minori

La ratifica della Convenzione di Lanzarote si trova attualmente in Senato per il completamento dell’iter parlamentare.

La Convenzione, stipulata nel 2007 e sottoscritta da ben 23 Stati il 25 ottobre e dall’Italia il 7 novembre dello stesso anno, rappresenta un passo importante per la prevenzione degli abusi sessuali contro i bambini, sia per il perseguimento degli abusanti che per la tutela delle vittime. Il punto di forza è dato dal fatto che per la prima volta un trattato internazione sanziona penalmente diverse forme di abuso sessuale commesse in danno di bambini e adolescenti con l’utilizzo della forza e delle minacce.

Tra le misure menzionate nella Convenzione figurano la selezione e la formazione di operatori specializzati che lavorino quotidianamente a contatto con i bambini; la sensibilizzazione e l’educazione dei bambini rispetto ai rischi e alle forme per difendersi; l’innovativa previsione che alcuni comportamenti vengano classificati come reati penali.

Lo scorso 19 gennaio la Camera ha approvato all’unanimità i punti salienti della Convenzione per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali.

In particolare, il disegno di legge introdurrà nuove fattispecie di reato come quella di pedofilia culturale e ideologica, che mancava e che impediva alle forze dell’ordine di intervenire, e il cd. grooming, ossia l’adescamento in rete.

Il nuovo articolo 414bis c.p. punirà i reati di pedofilia e pedopornografia culturale e di istigazione anche via web a commettere delitti nei confronti di soggetti minorenni: “..chiunque, con qualsiasi mezzo, anche telematico, e con qualsiasi forma di espressione, pubblicamente istiga a commettere, in danno di minorenni, uno o più delitti..” a sfondo sessuale, sarà punito con la reclusione da 3 a 5 anni.

Mentre la nuova formulazione dell’art. 609undecies c.p. individua il nuovo delitto di adescamento di minorenni anche attraverso internet nel compimento di atti volti a carpire la fiducia del minore infrasedicenne “..attraverso artefici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione”. Se il soggetto ha agito al fine di commettere delitti di sfruttamento sessuale del minore o delitti di violenza sessuale si applicherà la pena della reclusione da uno a 3 anni.

Detto fenomeno, come detto, viene definito grooming (termine inglese che indica il comportamento, osservato in particolare tra gli scimpanzé, in cui un animale provvede a mantenere la pulizia e l’igiene di un suo simile) ed individua una tecnica particolare in cui l’adulto, potenziale abusante, “cura” la potenziale vittima, inducendola gradualmente a superare le sue resistenze mediante tecniche di manipolazione psicologica. La maligna finalità è quella di entrare in contatto ed in confidenza con ragazzi/e, conquistandone progressivamente la fiducia ed agevolando il passo successivo, che è quello di un possibile incontro off-line. Gli adulti sfruttano a questo scopo i molteplici strumenti messi a disposizione dal web (si pensi a chat, social network, istant messanger, forum, giochi online, etc.) e dai telefoni (sms, mms).

La nuova normativa prevede, altresì, che le persone offese dai delitti di sfruttamento sessuale e di tratta di persone, commessi in danno di minori, possano essere ammessi al  gratuito patrocinio, anche in deroga ai limiti di reddito. E prende in considerazione anche altri aspetti del diritto e della procedura penale prospettando sia il raddoppio dei termini di prescrizione in caso di alcuni delitti a sfondo sessuale; sia una nuova aggravante dell’omicidio commesso in occasione di reati sessuali con un minore, in cambio di denaro o di altra utilità; sia l’applicabilità del delitto di atti sessuali con minorenne, oltre che all’ascendente, al genitore o al tutore, a qualunque persona a cui il minore sia affidato o che conviva con il minore; e l’esclusione dell’applicazione del patteggiamento alla prostituzione minorile.

Attendiamo fiduciosi il voto del Senato..