Archivio tag: computer crimes

Accesso abusivo ex art. 615 ter c.p.: verso una sentenza definitiva?

La quinta sezione della Corte di Cassazione ha recente preso atto del contrasto, tutt’ora non composto, circa i limiti dell’accesso abusivo ad un sistema informatico ai sensi dell’art. 615 ter codice penale.

Avevo affrontato il discorso poco meno di un anno  fa su queste pagine.

Con ordinanza n. 11714 del 23 marzo 2011 si rileva, ora: Continua a leggere

Complimenti! Sei TU il fortunato!! La conciliazione tra obblighi giuridici, tecnologia e consapevolezza.

Quella dei “brevi messaggi di testo”  – SMS – è una delle funzioni del cellulare che hanno rivoluzionato il modo di comunicare : una forma economica, efficace e molto discrezionale perché il destinatario può decidere di aprire, leggere e rispondere al messaggio se  e quando vuole,  per ricevere informazioni di ogni tipo:  dagli idiomi più amorevoli alle ultime notizie di cronaca.

Ma.. è tutto oro quel che luccica..? Continua a leggere

La molestia via email non è prevista dalla legge come reato

Mi piacerebbe lanciare un imput per aprire un dibattito sulle apprezzabili (nonchè tecniche ;-)) argomentazioni che hanno condotto, prima il Tribunale e successivamente la Suprema Corte, alla recentissima e singolare pronuncia che -in ultimo- ha ritenuto la molestia via email non prevista dalla legge come reato.
Riassumiamo in breve il caso: un uomo viene condannato alla pena dell’ammenda di euro duecento per aver inviato tramite posta elettronica un messaggio contenente apprezzamenti gravemente lesivi della dignità e dell’integrità personale e professionale del convivente della destinataria.
La Corte di Cassazione con la sentenza num. 24510 del 17 giugno 2010 (depositata il 30 giugno 2010), annulla la condanna inflitta mediante una elastica interpretazione dell’art. 660 c.p., il quale stabilisce che Continua a leggere

Accesso abusivo ex art. 615 ter c.p.: (dis)orientamento in Cassazione

L’art. 615 ter codice penale prevede:

Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a tre anni.

L’interpretazione ruota intorno a tre concetti-base:

  1. il fatto che esista una protezione
  2. il fatto che l’accesso sia abusivo
  3. il fatto che vi sia una volontà contraria all’accesso

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Uso improprio delle tecnologie e cyberbullismo: rischi e rimedi

Oggi il fenomeno del bullismo è molto diffuso nelle scuole, ma anche in rete. È stato, pertanto, proposto il termine cyberbullismo per denominare proprio gli “atti di bullismo e di molestia effettuati tramite mezzi elettronici come l’e-mail, la messaggeria istantanea, i blog, i telefoni cellulari, i cercapersone e/o i siti web” eseguiti persistentemente da una persona singola o da un gruppo con il deliberato obiettivo di far male o danneggiare un’altra persona, che non può facilmente difendersi.
Alcuni studiosi anglofoni sono soliti distinguere il cyberbullying (cyberbullismo), che avviene tra minorenni, dal cyberharassment (cybermolestia), che avviene, invece, tra adulti o tra un adulto e un minorenne. Tuttavia, nell’uso corrente, il termine cyberbullismo viene utilizzato indifferentemente dall’età delle persone coinvolte.

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