Società, obblighi web

Andrea ButiUna norma – inserita nella cd. legge comunitaria 2008 – della scorsa estate passata un po’ sotto tono prevede delle sanzioni amministrative per le società che non espongano determinate informazioni nella propria carta intestata o nei siti web aziendale (bog e social network..)

La legge comunitaria è il principale strumento di trasposizione delle norme approvate in seno alla Comunità Europea: una volta l’anno- come stabilisce la legge 9 marzo 1989, n.86 (c.d. legge La Pergola) –  vengono attraverso tale mezzo disciplinati modi e tempi per l’attuazione delle direttive CE.
La l. 88/2009, cioè la legge comunitaria per il 2008, tra le altre assai diversificate ipotesi, prevede all’art. 42, anche norme in materia “di recepimento della direttiva 2003/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2003, che modifica la direttiva 68/151/CEE del Consiglio per quanto riguarda i requisiti di pubblicità di taluni tipi di società”.
Il primo comma  prevede:  “1.  All’articolo 2250 del codice civile, dopo il quarto comma sono aggiunti i seguenti:
«Gli atti delle società costituite secondo uno dei tipi regolati nei capi V, VI e VII del presente titolo, per i quali è obbligatoria l’iscrizione o il deposito, possono essere altresì pubblicati in apposita sezione del registro delle imprese in altra lingua ufficiale delle Comunità europee, con traduzione giurata di un esperto.
In caso di discordanza con gli atti pubblicati in lingua italiana, quelli pubblicati in altra lingua ai sensi del quinto comma non possono essere opposti ai terzi, ma questi possono avvalersene, salvo che la società dimostri che essi erano a conoscenza della loro versione in lingua italiana.
Le società di cui al quinto comma che dispongono di uno spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato ad una rete telematica ad accesso pubblico forniscono, attraverso tale mezzo, tutte le informazioni di cui al primo, secondo, terzo e quarto comma»”.

Il successivo comma, inoltre, prevede, una modifica all’articolo 2630, primo comma, del codice civile, al quale dopo le parole: «registro delle imprese» sono state inserite le seguenti: «, ovvero omette di fornire negli atti, nella corrispondenza e nella rete telematica le informazioni prescritte dall’articolo 2250, primo, secondo, terzo e quarto comma,».

In pratica è diventato obbligatorio – solo per le società – sotto pena, in difetto di una sanzione pecuniaria amministrativa variabile da 206 a 2.065 euro, riportare le seguenti informazioni (quelle appunto elencate nell’art. 2250 c.c.) sia nella carta intestata della società che nei siti web aziendali, ma anche blog o social network che vivono su una rete telematica:
1 – sede della società e ufficio del registro delle imprese presso il quale la società è iscritta;
2 – capitale sociale, così come effettivamente versato e risultante nell’ultimo bilancio (l’obbligo riguarda s.p.a. s.a.p.a. e s.r.l.)
3 –  il fatto che la società sia in stato di liquidazione
4 – il fatto che eventualmente si tratti di s.r.l. o s.p.a. con un unico socio.

Le nome sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 14 luglio 2009 e, dunque sono in vigore dalla fine dello stesso mese (per l’esattezza dal 29 luglio 2009).

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