Sii spontaneo!! L’obbligatorietà della mediazione

Cosa può fare quel marito la cui moglie esige non solo di essere accompagnata a fare shopping, ma anche che lui lo faccia volentieri?
È palese che costrizione e spontaneità siano inconciliabili. :-)
Ma allora come è possibile che alla presentazione del libro “Guida alla nuova mediazione e conciliazione” della dr.ssa Augusta Iannini, svoltosi nel pomeriggio presso la sala Arangio Ruiz dell’Università di Camerino, si discuta -anche- di obbligatorietà e libera scelta della mediazione?
Diventa allora illuminante l’esempio del marito che ha il dovere di accompagnare volentieri la moglie nelle sue spese.
La recentissima modifica del rito del lavoro, che ha reso facoltativo il tentativo di conciliazione eliminandone l’obbligatorietà, ci induce ad una inevitabile riflessione.
È davvero necessario rendere la conciliazione prima, e la mediazione poi, obbligatoria per far in modo che raggiunga la soglia di attenzione degli addetti ai lavori?
La dr.ssa Iannini afferma la sussistenza di un dovere di informazione in capo agli avvocati finalizzato ad una “diffusione forzata” della tecnica conciliativa, in modo che tale possibilità di comporre la lite possa avvicinare un’ampia categoria di utenti.
Tra le varie proposte ipotizzate dai relatori intervenuti all’incontro, si è messa in evidenza la possibilità di introdurre nei percorsi di studio delle facoltà universitarie l’insegnamento delle tecniche di conciliazione.
Unicam può già vantare, tra i suoi corsi, uno di questo tipo: ma quanti iscritti ha?
La domanda (evidentemente provocatoria ;-)) induce a riflettere sulla presumibile mancanza di una mentalità della conciliazione.
Chi di noi non si è mai trovato in direzione provinciale per una conciliazione obbligatoria di lavoro? Quali vantaggi ha conseguito da tale tipologia di tentativo?
Innanzitutto è indispensabile capire che non tutti i conflitti possono essere risolti in mediazione; e, al contempo, in tribunale dovrebbero giungere solo quel tipo di controversie per le quali non sia stata possibile un’altra soluzione non contenziosa.
In secondo luogo, chi si siede al tavolo della mediazione deve comprendere che essa è finilizzata al win-win e non al win-lose. La novità della mediazione è, appunto, nella capacità di individuare una soluzione creativa che permetta ad entrambe le parti in lite di percepire un senso di soddisfazione e di salvaguardare la loro relazione.
Forse, i primi a dover riflettere su questo siamo proprio noi avvocati.. :-(

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