Se il sistema democratico ideale non esiste…dove va a finire la giustizia?

Non sono certamente uno resistente al cambiamento ed anzi soffro, semmai, di eccesso di innovazione,  pretendendo di associare il diritto alle cose più “strane” come le neuroscienze, i geni, l’antropologia e via dicendo….ma scoprire solo oggi certi limiti è un po’ sconcertante anche per me.

Un po’ lessato dal caldo mi cade la freccina del mouse su un link che porta ad un video in cui compaiono due interessanti protagonisti: Piergiorgio Odifreddi e Marco Cattaneo: un logico-matematico, noto divulgatore ed un fisico direttore della rivista Le Scienze (parente stretta dell’omologa pubblicazione in lingua inglese) . Insolito – l’apparenza spesso inganna …- l’accoppiamento con l’argomento.. giacché si parla della “logica impossibile della democrazia”.

Se avete la pazienza di seguire l’oretta scarsa di video, scoprirete, invece, che non c’è nulla di insolito, anzi…

Scoprirete anche che un’altra delle tante certezze su cui pensiamo di far poggiare questa nostra traballante esistenza è destinata se non a scomparire a fare un salto notevole: passando da “assoluta” a “relativa”… che poi è il motivo fondamentale di una certa forma mentis, un certo modo di intendere la vita e le conoscenze. Un pensiero semplice ed abbastanza comune: esiste il bene ed il male, il giusto e l’ingiusto, esiste la democrazia e la dittatura. Noterete che i primi termini sono tutti postivi e gli altri negativi.. purtroppo semplici e pericolose riduzioni che ci danno tante false quotidiane certezze.

Chi d’altronde così di primo acchito sarebbe disposto a mettere in discussione simili dicotomie ? Sono normali, comuni, pratiche ed usatissime.

Già, ma chi ci dice che siano anche “esatte” in termini logico-razionali?

Non sono impazzito, il fatto è che mi hanno abbastanza convinto non solo gli argomenti, ma anche il metodo seguito per dimostrare che.. il sistema democratico ideale non esiste!

E non meno sconvolgente è notare come non sia una scoperta recente, ma vecchia almeno di 50 anni. Mi chiedo dove erano i miei maestri di vita in questo mezzo secolo…Nel 1951, infatti,  il premio Nobel per l’economia Kenneth Arrows dimostrò – in termini matematici – con il suo teorema dell’ impossibilità che non esiste un sistema democratico “neutro” ciò che non influenzi o manipoli in nessun modo i risultati, dati certi presupposti – ovviamente per noi scontati – come la non dittatorialità,  la libertà di voto o la rappresentatività.

Eppure andiamo a votare pensando di usare un sistema elettorale  “giusto” o almeno accettabile.. ed invece non solo si nota che quello italiano è uno dei peggiori, ma che quello ideale non esiste… E non è l’unico problema.. c’è il paradosso (sempre dimostrato matematicamente) dell’Alabama, in cui con 1 rappresentante in più si prendono meno seggi.. o quello di Condorcet che predisse in certo senso quel che accadde nel 1976 negli Stati Uniti d’America quando Ford fu battuto da Carter che però avrebbe perso contro Regan, teorizzando la mancanza della proprietà transitiva in ambito elettorale. Ma la cosa d’altra parte è risaputa in ambito sportivo quando scegliere quali sfidanti far incontrare (nei tornei con partite a due contendenti) può determinare in maniera più o meno pesante il vincitore finale.

Una risposta alla domanda nel titolo ovviamente non ce l’ho, ma mi vien da pensare che, come nota Odifreddi, parole importanti come democrazia e dunque anche giustizia, sono idee “metafisiche” non verificabili cioè scientificamente. Eppure in molti ci fanno un grandissimo affidamento quasi che fossero valori assoluti. Dunque anche noi giuristi o bisognosi di giustizia viviamo – consapevoli o meno fa poca o nulla differenza – in un bel sogno… quello in cui dovrebbe esistere:

  • un sistema di norme sostanziali “ideale”
  • un sistema di norme processuali “ideale”
  • un giudice “ideale”
Dunque, se, almeno in termini matematici, nessuno dei tre può esistere..il discorso pare ancora più complicato che per la democrazia..
Certo si potrebbe obiettare che questa “visione matematica” è a sua volta opinabile (ma la scienza dovrebbe parlare di fatti e non di opinioni…) o parziale. C’è un fatto comunque: lasciare ad una manciata di norme (non ce ne sono di più nei nostri codici) ed all’intelletto del giudice la norma logica in termini sostanziali e processuali è un metodo di per sé non completo e non ideale.
Sempre che quello ideale esista..a questo punto…

 

 

 

Un pensiero su “Se il sistema democratico ideale non esiste…dove va a finire la giustizia?

  1. Monia

    Mi hai fatto venire in mente il processo per duplice omicidio (moglie e amente) di O. J. Simpson e il “dream team” di avvocati che, selezionando i giurati uno ad uno, riuscì a raggiungere una assoluzione (quasi)impossibile…

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *