Regolamento CE 593/2008

Nell’ambito dei contratti che coinvolgono soggetti appartenenti a stati diversi è fondamentale stabilire quale sia la legge applicabile. Il 17 dicembre entrerà in vigore un regolamento comunitario che andrà ad incidere proprio su tale aspetto.

Il Regolamento CE 593/2008 entrerà in vigore dal prossimo 17 dicembre 2009, sostituendo così la Convenzione di Roma sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali del 1980 che, sino ad oggi, ha regolato la materia della legge applicabile ai contratti commerciali internazionali.
Il suo richiamo, se pur tacito, viene attuato attraverso l’inclusione- ad esempio-di un’apposita clausola di “Applicable Law and Jurisdiction,” opportunamente redatta e inserita nel testo di un commercial agreement con un partner estero.

Le parti sino ad oggi erano e rimangono libere di scegliere a quale legge sottoporre il rapporto e dunque quale sarà il giudice in caso di risoluzione di eventuali controversie tra loro scaturenti.
Quest’ultimo principio viene di fatto ribadito dal nuovo Regolamento il quale stabilisce a tal riguardo che:
il contratto è disciplinato dalla legge scelta dalle parti. La scelta è espressa o risulta chiaramente dalle disposizioni del contratto o dalle circostanze del caso. Le parti possono designare la legge applicabile a tutto il contratto ovvero a una parte soltanto di esso”.

Ma quali novità in concreto…..?

Il Regolamento comunitario fornisce soluzioni precise ai molteplici quesiti che la  Convenzione di Roma aveva lasciato senza risposta.
Quest’ultima, infatti, si limitava a stabilire che, in mancanza di una scelta ad opera delle parti,  si sarebbe applicata la legge del Paese col quale il contratto presentava il collegamento più stretto, ossia la legge del Paese del soggetto che effettuava la prestazione caratteristica(formula, invero, alquanto generica e facilmente soggetta ad interpretazioni).
Oggi gli “addetti ai lavori”, proprio grazie al nuovo regolamento, potranno invece fare affidamento su alcuni criteri già “tipizzati”, a seconda delle differenti tipologie di contratto e alla cui applicabilità consegue la possibilità di individuare immediatamente quale legge applicare al contratto.

Rispettivamente, saranno da applicare:
1.la legge del Paese nel quale il distributore ha la residenza abituale, per i contratti di distribuzione ;
2.la legge del Paese nel quale il venditore ha la residenza abituale, per i contratti di vendita di beni;
3.la legge del Paese nel quale l’affiliato ha fissato la sua residenza abituale, per i contratti di franchising;
4.la legge del Paese nel quale il prestatore di servizi abbia fissato la propria residenza abituale, per i contratti di prestazione di servizi .

Naturalmente, a tali criteri si farà ricorso solo nell’ipotesi in cui le parti contrattuali non abbiano effettuato la scelta, esercitando la loro libera facoltà, così come sancito dalla prima parte del Regolamento.
A ben vedere, le novità introdotte garantiscono all’ impresa una più facile ed immediata individuazione della legge applicabile a quel dato contratto, ma al contempo, introducono dei rischi connessi alle insidie che potrebbero celarsi dietro l’applicazione di una legge che la parte italiana poco conosce -o non conosce affatto- e che potrebbe riservare inattese ed amare sorprese (perché, ad esempio, implica l’applicazione di clausole penalizzanti per la parte italiana, se non addirittura vessatorie!! ).

Per semplificare, qui di seguito, riporto alcune formule linguistiche da utilizzare nel caso, appunto, ci si appresti a redigere una clausola di Governing Law and Jurisdiction:

“The Parties agree that any disputes arising out of this Agreement, shall be finally settled by the italian courts”;

oppure

“Any controversy, claim or dispute between the parties hereto concerning this Agreement shall be settled by the italian courts”;

o ancora

“The courts of Ancona have exclusive jurisdiction to settle any dispute, arising out from or connected with this Agreement (including a dispute regarding the existence, validity or termination of this Agreement) or the consequences of its nullity”.

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