Pubblicità legale, bandi di gara: gazzetta ufficiale o web?

Andrea ButiUna pubblica amministrazione forma un bando di gara che viene pubblicato sia sul sito internet che sulla Gazzetta Ufficiale, ma con contenuti diversi.

Se si fosse fatta piana applicazione del diritto in maniera  “tradizionale” si sarebbe dovuto concludere che l’unico testo idoneo “a far fede” fosse quello pubblicato nella Gazzetta – appunto – Ufficiale.

Il Consiglio di Stato, Sez. VI, con sentenza n. 1949 del 3 maggio 2007, però, ha giustamente rilevato come la versione informatica, dotata di una capillare capacità di penetrazione avrebbe potuto indurre “potenziali partecipanti a confidare nella conformità all’originale del bando pubblicato nel sito”.

Per tale motivo è stato ritenuto corretto procedere – in via di autotutela – all’annullamento della gara, al fine di ripristinare una corretta simmetria informativa tra versione informatica e cartacea.

Ora, l’approccio “classico” (ossia la preminenza della G.U.C.E.) avrebbe comportato una sostanziale ingiustizia ed una strumentalizzazione.

Il testo comparso sul sito dell’amministrazione, infatti,  riportava dei requisiti molto restrittivi, posseduti da pochissimi soggetti: ciò ha comprato che la maggior parte di coloro che avevano letto il bando si fossero astenuti dal presentare offerte per partecipare alla gara, considerando che non possedevano tali – elevati – requisiti.

Nella versione “ufficiale”, però era riportato il testo “corretto” del bando che, in realtà, non prevedeva affatto così rigidi requisiti.

Quindi, in teoria, se tutti i soggetti che avevano “gettato la spugna”, fidandosi del testo su web, avessero invece controllato la Gazzetta Ufficiale, si sarebbero accorti di come stessero le cose in realtà; di conseguenza avrebbero potuto tranquillamente partecipare alla gara.

La domanda intelligente e pratica è: “quanti dopo aver letto il bando sul web si mettono a controllare la Gazzetta Ufficiale ?

Per fare tale controllo, infatti occorre avere o un servizio di Gazzetta on-line (a pagamento) o recarsi fisicamente presso il Municipio o il Tribunale per leggere fisicamente il cartaceo..Insomma tutte soluzioni meno diffuse e comuni rispetto al semplice (gratuito e comodo) accesso via internet…

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