Pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto mediazione e conciliazione: d. legislativo 4 marzo 2010 n. 28.

Ecco gli estremi che, presto, saranno sulla bocca o nella mente..di molti: d. lgs. 28/2010. Questo è il numero del decreto legislativo, emesso  il 4 e pubblicato  nella G.U. di ieri 5 marzo 2010.

Il testo in versione non ufficiale (stando alle indicazioni presenti nel sito  www.gazzettaufficiale.it) è disponibile qui o nel link a sinistra.

Dal 20 marzo, dunque, sarà possibile.. cosa?

Beh, io direi, prima di tutto cambiare paradigma! Come ?

Considerando, innanzitutto, che la mente è …una specie di paracadute: se non si apre, ..sono problemi… 😉

Io un piccolo aiuto lo sto costruendo ed a breve lo renderò disponibile. Intanto qui trovate l’abstract.

Questo, peraltro… era possibile farlo anche prima, in teoria. In pratica no, poiché non s’era ancora raggiunto il “climax” giusto: il termine mi pare azzeccato perchè possiede diverse connotazioni semantiche (tutte utili …). Quella che più mi piace è relativa all’ecologia che, come è noto, poco ha- purtroppo, sottolineo –  a che fare con il diritto…In tale ambito, infatti, si  rappresenta con il termine in questione, lo “stadio finale del processo evolutivo di un ecosistema che denota il massimo grado di equilibrio“.

Con la mediazione, dunque, si sarebbe raggiunto l’equilibrio?

Esatto!

E su cosa?

Domanda legittima e pertinente alla quale ho deciso di rispondere con un’apposita pillola formativa dedicata alla differenza tra “controversie” e “conflitti”. Eccola:

Se il processo, infatti, pur con i suoi alti e bassi, i costi ed i tempi non sempre “giusti”, è il sistema elettivo per definire le controversie giuridiche, la mediazione, è uno dei pochi sistemi davvero efficaci per gestire o risolvere i conflitti.

L’importante è non errare nella scelta della terapia.

Non mi piace essere assoluto nell’esporre le mie idee, ma un punto fermo lo debbo trovare: i processi non risolvono i conflitti, anzi, talvolta li possono aggravare. La mediazione, al contrario, è efficace nei conflitti e può risolvere le controversie.

Non sono uno migliore dell’altro: sono due “cose” diverse. Come l’antibiotico e l’aspirina: il primo fa bene per le infezioni batteriche, l’altra  è un antinfiammatorio: usateli per uno scopo per il quale non sono stati prodotti ed otterrete:

  • se vi va bene, di non risolvere il vostro problema di salute
  • se vi va male, di aggravarlo

La medicina..oltre all’ecologia ? Vi assicuro che non mi sono fumato nulla..(di illegale, almeno). Entrambe sono utili per capire come non abbia molto senso portare acriticamente tutto in tribunale.. Se erriamo nella terapia non curiamo la malattia e, inoltre, riempiamo l’ospedale (ops..il tribunale..) di casi “errati”, inquinando inutilmente l’ambiente in cui viviamo..

Come dice qualcuno..è un po’ paradossale obbligare le parti a fare qualcosa di volontario (trovare un accordo).., ma cerco di essere pragmatico. Visto che questo sembra essere un modo efficiente per far emergere il problema, ben venga !

L’importante è non trattare una grande, grandissima, chance come un passaggio obbligato…

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