I.V.A.: prenotazione ed intermediazione non sono commercio elettronico

Con il D.Lgs. 18/2010 il legislatore, recependo la direttiva comunitaria 2008 (cd. “VAT package“), ha apportato nuove modifiche alla disciplina i.v.a. delle prestazioni di servizi, con particolare riferimento alle prestazioni di intermediazione alberghiera, regolate al nuovo art. 7-quater co. 1 lett. a) D.P.R. 26/10/1972 n. 633.

Tale normativa dispone che tra i servizi riconducibili ai beni immobili, occorre annoverare anche quelli di fornitura di alloggio nel settore alberghiero o in settori con funzioni analoghe alle prestazioni su immobili.

E’ da sottolineare che questa disposizione ha trovato un rafforzamento anche nelle Risoluzioni Ministeriali n. 199/e del 16.5.2008 e n. 312/e del 21.07.2008, che hanno ribadito come l’utilizzo di internet, quale mezzo di comunicazione nell’attività di intermediazione o di acquisto e rivendita di camere d’albergo, è equiparabile al telefono o al fax, dunque ciò che rileva ai fini della determinazione del requisito di territorialità i.v.a. è l’ubicazione dell’immobile.

Le risoluzioni sottolineano come non rientrano nelle fattispecie inquadrabili come commercio elettronico né il cosidetto booking on line, né l’acquisto e la rivendita di camere d’albergo sempre tramite internet.

Riassumendo, possiamo schematizzare la normativa in merito alle prenotazioni on line come segue:

  • regola per la territorialità Iva: ubicazione dell’immobile
  • normativa di riferimento: art. 7-quater, co. 1, lett. a) DPR 633/1972,  R.R.M.M. 199/E/2008 e 312/e/2008
  • fatturazione autofattura: ex art. 17, co.2, dpr 633/1972

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