“Pene”….d’amor perduto!

Quanti SMS scriviamo ogni giorno? E riflettiamo mai su quanto potrebbero, invece, “costarci” cari i nostri amati messaggini?
SMS è l’acronimo di Short Message System e consiste nella tecnologia innestata sui telefoni cellulari che permette di inviare e ricevere brevi messaggi di testo.
Visto il loro -innumerevole- utilizzo nella nostra vita quotidiana anche la giurisprudenza, sia di legittimità che di merito, ha dovuto farci i conti..

La Corte di Cassazione (sez. I penale) con la sentenza del 17 gennaio 2013, n. 2597 ha stabilito che avvertire tramite sms qualcuno che il coniuge gli fa le corna integra il reato di molestie.
Una signora siciliana è stata, infatti, condannata alla pena di euro 400 di multa, oltre al risarcimento danni, poiché in due occasioni distinte mandava due sms alla cognata con i quali pretendeva di metterla al corrente dei ripetuti tradimenti del marito:
“È giusto che tu lo sappia, S. da sempre ti fa le corna povera cretina, sei l’unica a non saperlo, forse”; e “D’altronde una mediocre come te che si aspettava? Tuo marito è un bel ragazzo e tu una befana, non ti resta che fare la cornuta contenta”.
La Corte, ritenendo inammissibile il ricorso, ha confermato la pronuncia del giudice di merito e ha osservato che il reato punito dall’art. 660 c.p.

Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro

“è plurioffensivo poiché protegge, oltre la tranquillità della persona offesa, anche l’ordine pubblico, che però è sufficiente, per la sussistenza del reato, che sia messo solo in pericolo per la possibile reazione della parte offesa”.

Orientamento giurisprudenziale che ormai può ritenersi consolidato, in quanto la stessa Corte, già con sentenza dell’11 maggio 2006, n. 16215 ha condannato un’amante gelosa che, nutrendo rancore verso l’ex gli aveva inviato una serie reiterata di messaggini dal carattere gradevole e derisorio con insistenza eccessiva e fastidiosa che aveva innescato una “indebita, ripetuta e ingiustificata invadenza della sfera privata”.
Anche in questo caso, la Corte ha ritenuto, confermando la decisione di merito, che la condotta integri gli estremi della contravvenzione ex art. 660 c.p.
Forse riflettiamo poco sul fatto che la molestia via-sms può essere molto diffusa: si tratta di un vero e proprio spamming consumato a mezzo di messaggini di testo che, al di là del loro contenuto, arreca fastidio a chi lo subisce. Addirittura anche gli sms vuoti, poiché impongono comunque la necessità di cancellarli.

Ma gli sms non sono solo penalmente rilevanti.. Il Tribunale di Caltanissetta, con la sentenza n. 1018/2012, in sede di separazione tra i coniugi ha attribuito l’addebito per la rottura del matrimonio al marito. Sul suo cellullare sono stati ritrovati, memorazzati, sms che lasciano intendere l’esistenza di una relazione adulterina.

Un consiglio per i più gelosi.. la prossima volta, meglio parlare che scrivere… 😉

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