ODR, U.S.A ed Europa

Negli Stati Uniti l’utilizzo delle tecnologie informatiche in campo giudiziario è nota da di circa una decina di anni (Judicial Conference Committee nel 1998) ed anche l’idea delle information superhighways risale allo stesso periodo.

I provider di servizi ADR spesso offrono anche servizi di ODR, mentre alcuni si sono concentrati solo su questo ultimo versante: l’esempio più noto è senz’altro quello di Cybersettle (blind negotiation), in funzione dal 1998, e leader nel settore delle controversie assicurative. SquareTrade già citato è un altro esempio di successo della risoluzione on-line delle liti e si basa su un trustmark (marchio di garanzia). Un dato interessate è dato dal fatto che i siti di e-commerce che utilizzano tale sistema hanno notato una diminuzione delle controversie in media del 45%.

Smartsettle fornisce un servizio più sofisticato che si svolge in sei differenti fasi: dopo un incontro di persona e la creazione di un pattern di priorità e preferenze da parte dei litiganti, si prosegue con contatti online o in videoconferenza. In mancanza di un accordo sulla base di tali dati, è possibile ricorrere ad un negoziato assistito.

In generale si può rilevare come non sia diffusa la presenza di una normativa specifica che imponga ai provider di rispettare requisiti specifici, anche se non mancano esempi in senso opposto: sintetizzando si potrebbe definire il modello nordamericano liberista, specie e nella misura in cui si possa definire, protezionista quello europeo-continentale.

L’europa e l’ODR

Il modello europeo mostra, infatti, nei confronti dell’ODR un atteggiamento dirigistico e ad elevato livello di regolamentazione, soprattutto per quel che riguarda i rapporti tra impresa e consumatori. Questo approccio, d’altronde, è oramai divenuto un liet motif della legislazione europea; basta pensare all’introduzione della normativa in materia di clausole abusive (che ha portato all’introduzione degli artt. 1469 bis e ss. nel codice civile), a quella che concerne la vendita dei beni a consumo (art. 1519 bis e ss. Codice civile) o a quella che ha portato all’emanazione del recente codice del consumo (d. lgs. 206/2005), tutte sostanzialmente accomunate dall’esigenza di tutelare una parte (tipicamente il consumatore, ma non solo) nei rapporti giuridici posti in essere nei confronti di una impresa o professionista. L’azione legislativa, si è però mossa anche incentivando l’utilizzo di piattaforme tecnologiche (e-commerce) nello scambio di beni e servizi, con effetti positivi sul versante della concorrenza.

L’intervento della normativa ha però creato uno schema piuttosto rigido: l’art. 15 del Regolamento 44/2001, ad esempio, prevede che quando un e-merchant offre prodotti nell’ambito di un paese comunitario, il consumatore avrà diritto a convenirlo in giudizio nel suo paese, mentre non sarà possibile il contrario. Sussisterà, infatti, la giurisdizione del paese del consumatore europeo, all’unica condizione che il sito sia visibile in Europa. Questo potrebbe, dunque, pregiudicare lo sviluppo del settore con ricadute negative (minore concorrenza, significa, normalmente, maggiori prezzi) anche nei confronti dei consumatori . Su tale punto, nel sistema statunitense, ad esempio, si può rilevare la mancanza di alcuna rigida previsione agganciata all’ubicazione e visibilità del sito, lasciando che siano le dinamiche del rapporto e del mercato a creare il legame che giustifica l’attrazione di giurisdizione, come pure normative rigide a garanzia del consumatore.

Sul lato specifico dell’ODR la Direttiva 2000/31/CE in materia di commercio elettronico prevede che gli Stati non possono ostacolare l’uso di strumenti di risoluzione alternativa delle controversie inclusi quelli che si svolgono “per vie elettroniche adeguate1. Al riguardo, la Commissione ha emanato due Raccomandazioni (30.3.1998 e 4.4.2001) per specificare i requisiti che devono possedere i provider di servizi ADR e ODR, con riferimento alla loro indipendenza, trasparenza della procedura, rispetto dei diritti di difesa, rapidità e rispetto dei diritti indisponibili.

Con riferimento all’erogazione dei relativi servizi, si può far riferimento2 al caso di Ecodir, articolata in tre fasi (negoziazione assistita, conciliazione e raccomandazione non vincolante) o quello di Webtrader (gestito da una unione di associazioni di consumatori europei). Ancora si può citare il servizio gestito da OnlineConfidence gestito da un consorzio di camere di commercio nazionali.

Più diversificato il panorama nel Regno Unito, con esperienze significative come quella del Communications & Internet Services Adjudication Schem, il quale rende servizi ad operatori telefonici e ISP.

Gli ostacoli alla diffusione dell’ODR sono legati sia alla ancora limitata offerta3, conoscenza e promozione dello strumento, che alla paura, quasi atavica, o di diffidenza verso un qualcosa di estremamente nuovo, cui non si è preparati e che già attanaglia l’ADR. Il problema di fondo sembra, infatti, risiedere in una comune inadeguatezza a livello culturale: per secoli la risoluzione delle controversie è stata appannaggio dello stato o, al massimo dell’arbitro. Non si riesce, quindi, a percepire l’utilità di un terzo (o di un quarto, l’ODR, appunto definto4 anche fourth party) che si innesta nel procedimento di trasferimento dell’informazione senza attribuire o negare e, addirittura senza richiedere l’assistenza tecnica di un giurista.

Ciò non significa, però, che non necessiti più l’assistenza legale; al contrario si tratta solo di utilizzare gli strumenti più adeguati al caso concreto operando una scelta consapevole, che può essere effettuata solo ricorrendo alla conoscenza di un professionista.

Oggi i rapporti umani e quelli d’affari, le relazioni interpersonali e gli scambi commerciali, utilizzano e sfruttano sempre di più l’informazione in un unico contesto globale. Omettere qualsiasi considerazione sull’ecologia del conflitto o sulla sostenibilità degli effetti indiretti, legati alla risoluzione inadeguata delle controversie, può generare, senza rendersene conto, effetti imprevedibili nei confronti degli stessi litiganti.

Sia ammessa una battuta conclusiva: l’utilizzo di un bazooka per tentare di uccidere una lucertola, oltre che essere sproporzionato e costoso, può essere anche pericoloso per chi preme il grilletto e per chi sta nei dintorni.

E magari, l’animaletto potrebbe anche (s)fuggire…

1 L. Cominelli, L’online dispute resolution nel mondo: modelli a confronto, in Sistemi alternativi di risoluzione delle controversie nella Società dell’Informazione, pag. 90 e ss., Nyberg, 2006.

2 L. Cominelli, op. cit.

3 Volendo ragionare alla luce del principio del determinismo tecnologico, verrebbe da pensare che una maggiore presenza di ODR provider (maggiore offerta) potrebbe condurre all’ampliamento del mercato (maggiore domanda).

4 Ethan Katsh, in http://www.odr.info/unece2003/pdf/Intro.pdf.

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