Notifiche, comunicazioni o…istanze: la riscossa del fax

Nel tumulto di esemplificazione burocratico-informatica che stiamo vivendo negli ultimi tempi (mi riferisco alle sfide del processo civile telematico e delle notifiche tramite pec) ho notato con piacere  la sentenza 3467/09 della Corte di Cassazione, II sezione penale.

In sintesi la Suprema Corte accoglie il ricorso di un avvocato, con rinvio degli atti alla Corte di Appello territorialmente competente, che lamenta di essersi visto ingiustificatamente disattendere una richiesta di rinvio dell’udienza di dibattimento avanzata via fax: pare proprio che in ambito giuridico questo strumento sia sempre più rivalutato..

La Corte di Appello, difatti, nella sentenza impugnata dà atto di aver ricevuto la stessa mattina dell’udienza detta comunicazione di rinvio, ma rileva di non aver valutato il legittimo impedimento del difensore in quanto “..il fax costituisce un mezzo tecnico non previsto specificatamente dalla legge per il deposito di istanze”.

Fortunatamente la Corte di Cassazione ben ritiene che la mancata specifica previsione dell’invio a mezzo fax per il deposito delle memorie e richieste delle parti ai sensi dell’art. 120 c.p.p., espone esclusivamente il richiedente al rischio della intempestività, nel caso che l’istanza non venga portata a conoscenza del giudice. Ma non la rende né nulla né tantomeno inesistente!

Ove la suddetta richiesta di rinvio, anche spedita a mezzo fax, è pervenuta al giudice prima dell’inizio dell’udienza, egli ha l’obbligo di esaminarla, accogliendola o respingendola.

E noi continuiamo a parlare di diritto moderno..

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