Notifiche telematiche: la rivoluzione silenziosa..

Andrea ButiDivido questo post in due per aiutare la lettura (e la comprensione..).

1- PRIMA

L’art. 137 c.p.c., come modificato dalla legge 69/2009 prevede oggi (seconda parte del comma aggiunto):

“Se richiesto, l’ufficiale giudiziario invia l’atto notificato anche attraverso strumenti telematici all’indirizzo di posta elettronica dichiarato dal destinatario della notifica o dal suo procuratore, ovvero consegna ai medesimi, previa esazione dei relativi diritti, copia dell’atto notificato, su supporto informatico non riscrivibile“.

Dal tenore di questa (parte di)  norma non si ricava alcun riferimento alla Posta Elettronica Certificata (PEC)

La differenza tra casella email semplice o certificata non è di poco conto, considerato che solo con la PEC si può avere certezza della consegna al server di posta del destinatario (anche se ciò non equivale ad effettiva consegna e men che mai ad avvenuta lettura o apertura del relativo file).

Come se non bastasse, si deve ricordare che la normativa sul Processo Civile Telematico fa riferimento anche ad un terzo tipo di email, la Casella di Posta Elettronica Certificata per i Processo Telematico (CPECPT) che non è scelta dall’utente che normalmente si rivolge ad un certificatore o provider per ottenere la PEC o l’email semplice, ma – al contrario – è “assegnata” dal Punto di Accesso. Con tale termine si identifica, ai sensi della lettera e) del Decreto del Ministro della Giustizia recante << Regole tecnico- operative per l’uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile>>, in sostituzione del decreto del Ministro della Giustizia del  14 ottobre 2004 n.167, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19 novembre 2004, n. 272, S.O.)  “la struttura tecnico-organizzativa che fornisce ai soggetti  abilitati, esterni al SICI, i servizi di connessione al gestore centrale e di trasmissione telematica dei documenti informatici relativi al processo, nonché la casella di posta elettronica certificata, secondo le regole tecnico-operative riportate nel presente decreto”. E’ in parole povere anche la struttura che consente il collegamento al Polisweb.

Ora, la legge 133/2008 (conversione del D.L. 112/2008) prevede(va) (art. 51) che:

A decorrere dalla data fissata con uno o più decreti del Ministro della giustizia, le notificazioni e comunicazioni di cui al primo comma dell’articolo 170 del codice di procedura civile, la notificazione di cui al primo comma dell’articolo 192 del codice di procedura civile e ogni altra comunicazione al consulente sono effettuate per via telematica all’indirizzo elettronico comunicato ai sensi dell’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, relativa al processo telematico, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici.

2.  Il Ministro della giustizia adotta il decreto di cui al comma 1 sentiti l’Avvocatura Generale dello Stato, il Consiglio Nazionale Forense e i Consigli dell’Ordine degli Avvocati interessati, previa verifica della funzionalità dei servizi di comunicazione dei documenti informatici degli uffici giudiziari, individuando i circondari di tribunale nei quali trovano applicazione le disposizioni di cui al comma 1.


2 – DOPO

Le incertezze interpretative che derivavano da questo frammentario (caotico…) sembrano, oggi, in parte mitigate dal d.l. 193/2009 che prevede:

2. Nel processo civile e nel processo penale, tutte le comunicazioni e notificazioni per via telematica si effettuano, nei casi consentiti, mediante posta elettronica certificata, ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e delle regole tecniche stabilite con i decreti previsti dal comma 1. Fino all’adozione del decreto del Ministro della giustizia di cui al comma 1 contenente le regole tecniche in materia di notificazioni e comunicazioni per via telematica, le stesse sono effettuale nei modi e nelle forme previste dalle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto”.

Prima di tutto occorre intendersi su quel “nei casi consentiti“: ad oggi – se non si erra (il che è ben possibile atteso il groviglio di disposizioni ricorrenti ed accavallantesi..) – uno dei pochi casi consentiti di notifica telematica è quella che può avvenire, ed in effetti avviene, nei tribunali – come quello di  Milano ex d.m. 57/2009 – in cui è attivo il Processo Civile Telematico (non il semplice Polisweb per vedere lo stato dei processi, ma il PCT effettivo, quello che prevede il deposito degli atti elettronici in via telematica; insomma tutto dalla propria scrivania..). Al di fuori del PCT non dovrebbero valere notifiche “a mezzo bit”..

Il fatto è, come si è detto, che tali notifiche avvengono (avvenivano..?) nella CPECPT e non sulla PEC “normale” che gli avvocati cominciano a vedere in questi giorni.

…Sospiro di sollievo per tutti i colleghi che non amano/praticano il PCT… Attenzione, però, che prima o poi toccherà a tutti preoccuparsi di questi problemi; la riforma digitale della p.a. sotto questo punto di vista è assai democratica !

Dunque, tornando al problema, la norma contenuta nel d.l. in commento sembrerebbe dire:

  • nel futuro le notifiche telematiche (che oggi avvengono nel PCT sulla CPECPT n.d.a.) si faranno sulla PEC “normale”, quella che hanno tutti gli avvocati
  • nel frattempo si continuerà con il “vecchio” sistema (quello della notifica nel PCT sulla CPECPT n.d.a.)

Il passaggio al futuro sarà scandito con:

uno o più decreti del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, sentito il Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione e il Garante per la protezione dei dati personali, adottati, ai sensi dell’articolo 17 comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono individuate le regole tecniche per l’adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni. Le vigenti regole tecniche del processo civile telematico continuano ad applicarsi fino all’adozione dei decreti di cui ai commi 1 e 2.“(comma 1 art. 4 d.l. 193/2009).

A regime si arriverà più tardi,  giacché i commi 1, 2 e 3) dell’art. 51 del d.l. 112/2008 convertito in legge 133/2008, sono stati così sostituiti:

“1. A decorrere dal quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dei decreti di cui al comma 2, negli uffici giudiziari indicati negli stessi decreti, le notificazioni e le comunicazioni di cui al primo comma dell’articolo 170 del codice di procedura civile, la notificazione di cui al primo comma dell’articolo 192 del codice di procedura civile e ogni altra comunicazione al consulente sono effettuate per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata di cui all’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 (sono le norme che obbligano i professionisti ad avere PEC “normale” n.d.a). Allo stesso modo si procede per le notificazioni a persona diversa dall’imputato a norma degli articoli 148, comma 2-bis, 149, 150 e 151, comma 2, del codice di procedura penale. La notificazione o comunicazione che contiene dati sensibili e’ effettuata solo per estratto con contestuale messa a disposizione, sul sito internet individuato dall’amministrazione, dell’atto integrale cui il destinatario accede mediante gli strumenti di cui all’articolo 64 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82” (comma 3 stesso art. 4).

Il secondo comma appena citato prevede a sua volta:

2. Con uno o più decreti aventi natura non regolamentare, da adottarsi entro il 1° settembre 2010, sentiti l’Avvocatura generale dello Stato, il Consiglio nazionale forense ed i consigli dell’ordine degli avvocati interessati, il Ministro della giustizia, previa verifica, accerta la funzionalità dei servizi di comunicazione, individuando gli uffici giudiziari nei quali trovano applicazione le disposizioni di cui al comma 1.” (*)

Attenzione al terzo comma “nuovo”:

3. A decorrere dalla data fissata ai sensi del comma 1, le notificazioni e comunicazioni nel corso del procedimento alle parti che non hanno provveduto ad istituire e comunicare l’indirizzo elettronico di cui al medesimo comma, sono fatte presso la cancelleria o segreteria dell’ufficio giudiziario“.

Come se non bastasse, il decreto legge contiene un’altra piccola bomba:

Art. 149-bis (Notificazione a mezzo posta elettronica). – Se non e’ fatto espresso divieto dalla legge, la notificazione può eseguirsi a mezzo posta elettronica certificata, anche previa estrazione di copia informatica del documento cartaceo. Se procede ai sensi del primo comma, l’ufficiale giudiziario trasmette copia informatica dell’atto sottoscritta con firma digitale all’indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario risultante da pubblici elenchi (quelli tenuti dagli Ordini Professionali...n.d.a.). La notifica si intende perfezionata nel momento in cui il gestore rende disponibile il documento informatico nella casella di posta elettronica certificata del destinatario. L’ufficiale giudiziario redige la relazione di cui all’articolo 148, primo comma, su documento informatico separato, sottoscritto con firma digitale e congiunto all’atto cui si riferisce mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero della giustizia. La relazione contiene le informazioni di cui all’articolo 148, secondo comma, sostituito il luogo della consegna con l’indirizzo di posta elettronica presso il quale l’atto e’ stato inviato. Al documento informatico originale o alla copia informatica del documento cartaceo sono allegate, con le modalità previste dal quarto comma, le ricevute di invio e di consegna previste dalla normativa, anche regolamentare (d.p.r. 68/2005 e DPCM 2.11.2005, n.d.a.), concernente la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici trasmessi in via telematica. Eseguita la notificazione, l’ufficiale giudiziario restituisce all’istante o al richiedente, anche per via telematica, l’atto notificato, unitamente alla relazione di notificazione e agli allegati previsti dal quinto comma”.

L’espressione testuale “se non e’ fatto espresso divieto dalla legge“: è un po inquietante..

Considerato che tutte le norme sopra citate non sembrano  vietare “espressamente” (vieteranno “implicitamente” ????) il ricorso alla notifica per la prossima estate (salvo italianissime proroghe..), sarà meglio fare attenzione alla compiuta giacenza informatica !?

Per chi vuol farsi un idea sui temi trattati è disponibile l’eBook gratuito “Notifiche telematiche”

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(*) Si consideri che l’abrogazione del vecchio comma 1, art, 51 del d.l. 112/2008  fa venir meno ogni riferimento al D.p.R. 123/2001 (istitutivo del Processo Civile Telematico): ciò sembra confermare che non ci saranno più notifiche presso la CPECPT e che tutte le notifiche transiteranno su PEC “normale”.

2 pensieri su “Notifiche telematiche: la rivoluzione silenziosa..

  1. sonia

    Mio padre mi ha appena riferito che il suo avvocato gli ha detto che la sua causa in corte d’appello a Milano è stata cancellata perchè la notifica dell’udienza è stata fatta solo a mezzo posta certificata e i rispettivi avvocati dicono di non averla mai ricevuta, quindi non essendosi presentato nessuno a quell’udienza, la causa è stata cancellata…è possibile tutto ciò?

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