Mediazione nelle Marche: intenso incontro ad Ancona

 

Solo posti in piedi alla Loggia dei Mercanti” si potrebbe dire dell’evento di ieri.

In una sala stracolma, infatti,  si è svolto il primo incontro coordinato tra Camere di Commercio delle Marche e Università di Camerino per fare il punto sulla mediazione.

Un pubblico composto sia da avvocati che da mediatori ha seguito e partecipato con interesse ad un seminario che, come ha notato il Prof. Arieta, non voleva essere né un convegno né una conferenza, ma un momento di confronto interattivo e pratico sulle tante problematiche ancora aperte ad un anno dalla prima applicazione del d. lgs. 28/2010.

Gli argomenti trattati dai relatori erano in parte costituiti dalle domande poste direttamente dai partecipanti attraverso l’apposito modulo predisposto in fase di iscrizione.

Sono così emerse questioni di grande complessità, che meriteranno certamente ulteriore riflessione e studio.

Provo ad elencarne alcune molto velocemente

1) Per quanto concerne la divisione immobiliare o il trasferimento di diritti reali , ad esempio si pone il delicato problema della forma e del contenuto dell’accordo che, in ogni caso, non potrà dirsi perfezionato davanti al mediatore, occorrendo, ancora, l’autentica delle firme da parte del notaio: potranno in tale ultima fase presentarsi problemi non emersi in mediazione (aspetti tecnico-notarili, come la verifica di tutte le certificazioni di legge, la regolarità urbanistica, la consistenza e coerenza catastale ex artt.  14 e 15 dell”art. 19 del D.L. 78/2010)?  Ciò potrebbe compromettere l’accordo e, forse, essere aprire questioni di responsabilità per il mediatore per non aver fatto emergere simili problemi? In questi casi la conclusione della mediazione con un preliminare è sufficiente? Il mediatore o l’organismo dovrebbero in qualche misura preoccuparsi della eventuale trascrizione del preliminare, “a garanzia” del complessivo perfezionamento dell’atto traslativo o divisorio?

2) Non meno interessante l’esame della giurisprudenza che si sta via via formando in tema di omologa o i rapporti tra mediazione e procedimento monitorio, per non parlare della spinosa questione dell’usucapione in mediazione.

3) Un problema a parte è rappresentato dal trattamento fiscale: per i verbali o accordi di mediazione che devono essere sottoposti a tassazione in misura fissa (come le locazioni) e non in caso d’uso, il termine per effettuare la registrazione decorre dalla loro formazione. Dalla data di deposito presso l’Organismo decorrono quindi i 20 o 30 giorni di legge: bisogna riflettere sul fatto che se tale accordo deve essere omologato in tribunale, occorre comunque procedere alla registrazione, poiché non sembra che operino una sospensione dei termini di registro per effetto della pendenza del procedimento di omologa (il problema non si pone per gli atti tassabili solo in caso d’uso, giacché in tale ipotesi la registrazione va effettuata dopo l’omologa e viene inviata ai competenti uffici direttamente dal cancelliere).

4) Sul versante della tecnica e degli incontri di mediazione si è notata la rilevanza dell’atteggiamento degli avvocati in mediazione e l'”ansia da proposta” in capo al mediatore:  quest’ultima dovrebbe essere utilizzata come extrema ratio e solo quando tutte le altre tecniche sono fallite.

Può capitare, invece, che il mediatore, soprattutto non molto esperto, di fronte alle prime difficoltà decida di optare per la proposta alterando purtroppo da subito le dinamiche negoziali, assumendo un approccio troppo direttivo e … poco conciliante.

Un pensiero su “Mediazione nelle Marche: intenso incontro ad Ancona

  1. Gian Marco Boccanera

    Con grande piacere vedo che la mediazione inizia ad andare in profondità anche nell’analisi di alcuni aspetti tecnici che meritano adeguata attenzione da parte di noi operatori.
    Sulla tassabilità dei verbali di Conciliazione ai fini del registro in misura fissa forse sarebbe auspicabile un pronunciamento a mezzo Circolare Ministeriale MinFinanze per il caso di omologa che si protrae oltre il termine (esiguo) previsto per la tassazione.
    Circa il generale “meme” che emerge dall’interessante incontro di Ancona,sottolinerei la rilevanza dell’atteggiamento dei colleghi avvocati nella procedura di mediazione finalizzata alla conciliazione. E soprattutto “l’animus conciliandi” di addivenire ad un accordo, piuttosto che un approccio poco convinto, quando non addirittura strumentalmente ostruzionistico, perchè finalizzato solo al veloce superamento di una “fase” propedeutica al tradizionale contenzioso.

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