Mediazione, Modugno e i Negramaro: farsi del male per una cosa bella (?)

I versi sono stupendi e su questo nessuno discute: condivisione di vedute, sentimenti simili. In una parola: accordo, sintonia.

Si tratta – però – del testo di una canzone di Modugno (qui il video) reinterpretata dai Negramaro: a me piacciono entrambe le versioni, ma la seconda mi da  più adrenalina, la sento più “vicina”; mi trasmette quel “qualcosa”.. che l’altra non mi da…

Certo, però, che la voce di Modugno è un velluto; un piacere per le orecchie. L’interpretazione è intensa…

Due “cose” diverse. A qualcuno può non piacere la versione dei Negramaro: e ci mancherebbe..! E’ il bello della democrazia!! Ognuno sente la musica che vuole e può esprimere tutte le opinioni che vuole: positive e negative.

Ma deve per forza attaccare l’altro? Quello che non ha opinioni simili…?

Date un’occhiata ai commenti. C’è da restare sorpresi: attacchi personali anche “violenti”… Addirittura il semplice paragonare i due diventa un problema. Una questione non negoziabile e.. vai …con l’oro e la latta, la classe.. le stonature..

Personalmente ho difficoltà a comprendere il perché o l’utilità del fare il paragone: è forse una gara..?

Tutto scivola in un baleno sul piano relazionale trasformando il luogo in cui lasciare commenti in un agone virtuale in cui uno ha torto e l’altro ha ragione..

Ma.. su cosa? Se a me piace una cosa ed a te un altra dov’è il problema? Perché devo convincerti che Modugno è meglio dei Negramaro o viceversa?

Cosa si vince?

Sono frastornato e confuso: partiti da una poesia ci troviamo a litigare?  Come è possibile? Che mondo è mai questo…?

Verrebbe da chiedersi..

Proviamo a risponderci. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto (la mia/tua opinione) ed una di relazione (come viene espressa). quindi si possono incrociare due contenuti opposti (opinioni divergenti) con relazioni che possono essere funzionali o disfunzionali, ossia rendere efficace il confronto sul contenuto o complicare il tutto drammaticamente..

In un attimo ci si ritrova a parlare di altro senza rendersene conto: “è meglio come cantante Modugno o Giuliano”.. Gulp… ma questa è un altra questione rispetto all’inizio… ma nessuno se ne accorge preso (cioè emotivamente costretto) a rispondere al commento che non gli piace  “ma perfavore nn scherzare!!!con quella cazzo di voce che si ritrova il cantante e le sue stonature è come graffiare la lavagna con le unghie!!! modugno è una leggenda!!e l’hanno solo rovinata!!“.

E l’altro: “tu hai i timpani? la Voce di Giuliano sarebbe una cazzo d voce?

Siamo finiti a parlare dei timpani dell’altro, incredibile.. un’altra questione ancora..

Molteplici piani/livelli di comunicazione contemporaneamente:

  1. la bellezza della canzone
  2. i gusti personali circa l’intepretazione
  3. il paragone tra le versioni
  4. la voce dell’uno e quella dell’altro
  5. i timpani del commentatore

Sembra proprio quello che succede tra due che hanno un problema legale: persone che parlano di più cose contemporaneamente.. attaccandosi a livello personale.. quando in realtà magari amano la stessa canzone..

Eppure uno dei commenti che più “gira” in tribunale o tra diversi colleghi è:

Comunicare è facile, lo fanno tutti. Il mediatore aiuta le parti a comunicare.. facilita la comunicazione.. bah.. tutta roba inutile, americanate. Se l’accordo non l’abbiamo trovato noi avvocati è tutto inutile.”

C’è solo da sperare che i commentatori del video di Modugno non siano avvocati.. che negoziano soluzioni per i propri clienti..

Eppure ci sono buone probabilità che sia così: i commentatori che si sono attaccati (sia l’uno che l’altro) hanno buone ragioni per sostenere la propria posizione e possono autogiustificare il proprio comportamento dicendo che la loro è stata solo una reazione di difesa..

Non molto diverso da quel che succede se ci si concentra solo sui contenuti (le norme in questo caso) legali senza considerare “il funzionamento delle persone“: se nessuno si preoccupa di regolare il “traffico” dei contenuti, riconoscere le emozioni, porsi il problema del rispetto dell’altro.

O sperare di avere a che fare con avvocati preparati in tale strana materia.

2 pensieri su “Mediazione, Modugno e i Negramaro: farsi del male per una cosa bella (?)

  1. Gian Marco Boccanera

    Le recenti rivolte nei Paesi del Maghreb ci hanno testimoniato che “le persone funzionano” anche senza leader , presunti depositari di scienza e di comando. Ma spesso con poca visione strategica. Le persone stanno rivalutando il VALORE della COMPARTECIPAZIONE e della COLLABORAZIONE , in luogo della competizione.
    Sarebbe bello applicare anche da noi i principi del CROWDSOURCING nella mediazione, in base ai quali si esternalizzano in maniera controllata alcune fasi della Conciliazione, per i tramite degli Studi Professionali dei FACILITATORI – Negoziatori di Parte. Così l’Istituto potrebbe conoscere davvero uno sviluppo pandemico, per nulla influenzato dai limiti fisici e temporali dei Centri di Conciliazione. Con la REMOTIZZAZIONE della mediaconciliazione, tutti avrebbero da guadagnare qualcosa in più , finanche la Collettività. Adesso si PUO’ FARE, la tecnologia disponibile ( e low-cost) lo PERMETTE. I vecchi leader, ancora no.

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