Mediazione, d. lgs. 28/2010: qualcosa si sta muovendo…nell’avvocatura

Tribunale di Ancona - Foto Picusonline.com

L’atteggiamento di una gran parte dell’avvocatura è contro la mediazione.

Qualcuno è contro il d. lgs. 28/2010 e qualcun altro contro tutte e due.. o non si pone neanche il problema di differenziare 😕

Qualcun altro la apprezza, poi ci sono gli scettici e quelli innamorati.

La notizia, allora, è che un Consiglio dell’Ordine degli Avvocati abbia espresso una voce – a livello istituzionale almeno – abbastanza controcorrente.

Il CdO di Ancona (e lo dico con un po’ di campanilistico compiacimento.. essendo la mia Corte d’Appello..) in merito al (discusso) sciopero indetto dall’O.U.A., l’Ordine dorico ha infatti deliberato:

· preso atto che l’OUA ha deliberato lo stato di agitazione dell’Avvocatura ed ha proclamato l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria dal 16 al 22 marzo 2011 con riferimento all’approvazione del D.Lgs. 28/2010 ed al mancato slittamento dell’obbligatorietà della media-conciliazione;

· ritenuto che la media-conciliazione può costituire un utile strumento per la deflazione del contenzioso giudiziario civile;· ritenuto altresì che l’Avvocatura deve dimostrare di essere capace di recepire tutte le funzioni che le vengono e le saranno attribuite dallo Stato, anche per evitare che altre categorie professionali possano continuare ad erodere spazi di attività che le competono;

· ritenuto che l’Avvocatura deve dimostrare inoltre all’opinione pubblica di essere in grado di svolgere tutte le attività ad essa delegate dallo Stato anche con funzioni sociali al fine di recuperare il ruolo che le compete e che non viene più correttamente percepito dalla collettività;

· ritenuto che questo Consiglio ha già istituito e resa operativa nel palazzo di Giustizia la Camera di Conciliazione di Ancona;· ritenuto infine che le iniziative di pieno contrasto al D.Lgs. 28/2010 non siano compatibili con quanto sopra esposto e che addirittura possano risultare lesive dell’immagine dell’Avvocatura e comunque della tutela dei diritti;

delibera

di non aderire all’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria proclamata dall’OUA con delibera 18-19 febbraio 2011, disponendo di dare comunicazione della presente agli iscritti, agli Uffici Giudiziari, agli Ordini degli Avvocati di tutt’Italia, all’OUA ed al CNF.

Due considerazioni mi hanno in particolare (positivamente) colpito:

– il fatto che contrastare l’entrata in vigore e l’applicazione del d. lgs. 28/2010 è un’azione – anche in un ottica corporativa – auto-castrante poiché dirotta il mercato della mediazione verso altre professioni che, invece, non la avversano.. anzi…

– che si può fare davvero qualcosa per recuperare l’immagine un po’ deteriorata dell’avvocatura enfatizzando – nel contempo – la funzione sociale di una professione che storicamente ha agito quasi da ammortizzatore sociale del conflitto..

Tre piccioni con una fava.. non male: un atteggiamento che mostra un’anima sicuramente cooperativa..invece che competitiva.

Sarà un caso.. ma è proprio quello che succede in mediazione: trasformare il negoziato avversariale in un procedimento comunicativo di composizione dei conflitti.

Sarà pure un altro caso, ma in quello stesso Ordine si sono preoccupati di conciliazione in “tempi non sospetti” (2009) e si sono organizzati diversi corsi di formazione (nel 2010 e nel 2011) in materia di mediazione con diversi enti di formazione: per qualcuno almeno…non sembra affatto vero che ci sia un problema di competenze e capacità dei mediatori…

Forse indiretta, ma pur sempre di una conferma che qualcosa di buono si può fare con la mediazione e l’approccio “aperto” alla risoluzione dei problemi.

Il che significa gestire il cambiamento. Invece di subirlo. O di avversarlo.. sperando di poterlo – forse ? – impedire…

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