L’Europa applica le linee guida dell’Ocse in materia di commercio elettronico

Nel luglio 2001 l’Ocse ha pubblicato un articolo sul “Oecd Observer” in merito alle conferenze sull’ITC ed il commercio elettronico. In questo articolo si spiegava come il motore del commercio elettronico è la “fiducia del consumatore e degli utilizzatori del commercio elettronico”; e si poneva l’accento sulle seguenti azioni che avrebbero portato all’incremento di tale fiducia:

  • Aumentare gli strumenti di difesa del consumatore, come l’utilizzo della ADR Alternative Dispute Resolution e la tutela della privacy;
  • Revisionare e valutare,  attraverso workshops,  i progressi del primo anno nell’attuazione “Linee guida per la tutela dei consumatori nel contesto del commercio elettronico”  stilate nel Dicembre 1999;
  • Studiare metodi di pagamento elettronici sicuri;
  • Diffusione delle informazioni per favorire processi decisionali dei consumatori consapevoli;     
  •  Un “Codice delle leggi a tutela dei consumatori, delle politiche e degli usi e consuetudini vigenti nei paesi membri dell’OCSE”        

Come abbiamo visto in un precedente articolo l’Europa si sta muovendo in tale direzione. L’UE ha ben compreso l’importanza di Internet per il supporto e la crescita economica interna ed ha stabilito l’obiettivo di raggiungere il 15% di impatto di  internet sul Pil europeo entro il 2015, dal 3% registrato nel 2010. Il Piano per realizzare tale proposito è stato presentato l’11 gennaio 2012 a Brussels e “La conferenza sui pagamenti con carta, internet o dispositivi mobili” del 4 maggio 2012, non è altro che uno strumento attuativo di tale progetto.

Cinque le priorità stabilite dal Piano :

  1. Sviluppare un’offerta online di prodotti e servizi legali e intracomunitaria.
  2. Aumentare la trasparenza degli operatori e la tutela dei consumatori.
  3. Sistema di pagamento e di spedione affidabile ed efficiente.
  4. Combattere gli abusi e risolvere le dispute più efficacemente.
  5. Realizzare network ad alta velocità e soluzioni tecnologiche avanzate.

Tali obiettivi saranno realizzati tra il 2012 al 2014 attraverso la realizzazione di azioni concrete, alcune di esse menzionate qui di seguito.

  • Assicurare una corretta applicazione della direttiva sul commercio elettronico e delle altre direttive sulla tutela dei consumatori;
  • Assicurare una rapida e ambiziosa implementazione della strategia sui diritti di proprietà intellettuale;
  • Assicurare che le regole sulla distribuzione selettiva siano applicate rigorosamente e combattano pratiche commerciali scorrette
  • Migliorare la formazione degli operatori sui loro obblighi e sulle opportunità offerte dal Mercato Unico Digitale;
  • Attraverso l’implementazione della Direttiva sulla falsificazione dei prodotti medicinali, assicurare un’adeguata protezione dei pazienti che acquistano prodotti online;
  • Sviluppare una strategia per l’integrazione del mercato dei pagamenti con carta, internet o mobile phone;
  • Avviare una consultazione nel 2012 sui costi del trasporto, in particolare quello internazionale;
  • Proporre una strategia complessiva sulla sicurezza in Europa che aspiri a d una migliore tutela contro gli attacchi ciberneci;
  • Rafforzare e facilitare lo sviluppo di strutture informative e di comunicazione nel 2012;
  • Adottare una strategia complessiva sul cloud computing per stimolare questo settore e fornire la certezza giuridica che serve agli operatori economici;
  • Adottare una Comunicazione sullo spectrum-sharing.

In sostanza, visti i sorprendenti risultati di crescita del Pil attraverso l’incremento dell’e-commerce (in alcuni Paesi del G8 il Pil è arrivato al 21% negli utimi 5 anni) ed in termini di posti di lavoro creati (internet genera 2,6 posti di lavoro online per ogni posto di lavoro distrutto offline), anche l’Europa cerca di potenziare il Mercato Digitale Unico attraverso le azioni citate.

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