La sentenza della Corte .. travolge le tariffe ridotte per la mediazione ?

Sotto l’albero ho trovato questo articolo che sembra decretare la fine delle tariffe ridotte per  la mediazione.

A me questa interpretazione non sembra l’unica..possibile…

L’art. 16, comma 4,  del d.m. 180/2010 prevede testualmente:

” L’importo massimo delle spese di mediazione per ciascun scaglione di riferimento, come determinato a norma della medesima tabella A: 

(a, b, c, …omissis…) 

d) deve essere ridotto di un terzo nelle materie di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo;”

Due riflessioni.

A) il d.m. prevede la riduzione obbligatoria (vedi uso del verbo “deve essere ridotto..“) il che non esclude che gli organismi possano ridurre volontariamente.. e diversi l’hanno fatto proprio per facilitare la diffusione della mediazione facoltativa..

B) la lettera d) mi pare si riferisca abbastanza chiaramente alle materie e non all’obbligatorietà.

La sentenza della Corte ha forse abrogato tali materie? Il d.m. non prevede la riduzione di 1/3 quando la mediazione è obbligatoria, ma prevede la riduzione “ratione materiae“.

L’obbligatorietà potrebbe essere un presupposto (o se vogliamo una “supposizione”), ma solo questo.

La ratio potrebbe essere quella – indipendente dall’obbligatorietà – di favorire la composizione non contenziosa di alcune materie invece che di altre.

In altre parole il legislatore ha individuato alcune materie diciamo.. “sensibili” in cui ritiene preferibile abbassare il tasso di contenzioso giudiziario; per raggiungere tale scopo, ha operato su due versanti:

A) introducendo – illegittimamente, col senno di poi.. – l’obbligatorietà

B) riducendo l’importo delle indennità di mediazione.

Perché venuto meno A, dovrebbe sparire anche B?

Non riesco a individuare gli elementi dai quali dedurre  che la “politica” dei prezzi debba necessariamente discendere dall’obbligatorietà (che, non è certo  un antecedente logico..)

Anzi: proprio perché è venuta meno l’obbligatorietà, si dovrebbe salvare la riduzione.

I  motivi li possiamo leggere anche nella stessa sentenza della Corte:

  • volenti o nolenti il giudizio in tribunale non può essere l’unico modo di risolvere le liti;
  • esiste un principio di sussidiarietà anche a livello di normativa europea in tal senso;
  • i sistemi di ADR vanno, quantomeno, facilitati o incentivati

A me pare che qualche elemento per “salvare” la riduzione ci sia..

E poi  non facciamo solo.. disfattismo..   😕

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