La molestia via email non è prevista dalla legge come reato

Mi piacerebbe lanciare un imput per aprire un dibattito sulle apprezzabili (nonchè tecniche ;-)) argomentazioni che hanno condotto, prima il Tribunale e successivamente la Suprema Corte, alla recentissima e singolare pronuncia che -in ultimo- ha ritenuto la molestia via email non prevista dalla legge come reato.
Riassumiamo in breve il caso: un uomo viene condannato alla pena dell’ammenda di euro duecento per aver inviato tramite posta elettronica un messaggio contenente apprezzamenti gravemente lesivi della dignità e dell’integrità personale e professionale del convivente della destinataria.
La Corte di Cassazione con la sentenza num. 24510 del 17 giugno 2010 (depositata il 30 giugno 2010), annulla la condanna inflitta mediante una elastica interpretazione dell’art. 660 c.p., il quale stabilisce che

chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 516

Analizziamo i due contrapposti ragionamenti (e diamo vita agli schieramenti.. :-))

A) Il Tribunale ha considerato che

la tipizzazione della condotta incriminata dall’articolo 660 Codice Penale, non risulta tassativamente espressa nel dettato normativo, si tratta di indicazione aperta legata all’evolversi dei mezzi tecnologici disponibili, colla conseguenza che l’aumento della “gamma delle opportunità intrusive”, offerto dal progresso tecnologico, si correla alla espansione dell’ambito delle “condotte in grado di integrare l’elemento strutturale della molestia” e del “corrispondente livello di tutela apprestato alle potenziali vittime”, restando inalterata la ratio della norma incriminatrice

Sulla base di tale interpretazione la stessa giurisprudenza ha ravvisato gli estremi della contravvenzione nella condotta molestatrice attuata con il mezzo del citofono (in tal senso Cass. pen., sez.VI, sentenza num. 8759 del 5 maggio 1978, Ciconi). Anche la email, pertanto, viene analogicamente ricompresa tra i mezzi di comunicazione a distanza.

B) La Corte di Cassazione, invece, ritiene tale tesi non condivisibile sulla considerazione che la comunicazione effettuata con lo strumento della posta elettronica sia notevolmente diversa e non assimilabile a quella del telefono.

La modalità della comunicazione è asincrona. L’azione del mittente si esaurisce nella memorizzazione di un documento di testo (colla possibilità di allegare immagini, suoni o sequenze audiovisive) in una determinata locazione dalla memoria dell’elaboratore del gestore del servizio, accessibile dal destinatario; mentre la comunicazione si perfeziona, se e quando il destinatario, connettendosi, a sua volta, all’elaboratore e accedendo al servizio, attivi una sessione di consultazione della propria casella di posta elettronica e proceda alla lettura del messaggio.

Di tutta evidenza si ritiene, piuttosto che con il telefono, l’analogia con la tradizionale corrispondenza epistolare in forma cartacea, inviata, recapitata e depositata nella cassetta (casella?) di posta sistemata presso l’abitazione del destinatario. L’invio di un messaggio di posta elettronica (esattamente come una lettera spedita tramite il servizio postale) non comporta -a differenza della telefonata- nessuna immediata interazione tra il mittente ed il destinatario, né alcuna intrusione diretta del primo nella sfera delle attività del secondo.

Non basta a configurare il reato di molestie, dunque, il turbamento della donna che riceve il messaggio, se mancano gli altri elementi costitutivi: il reato deve essere commesso in pubblico (o in luogo aperto al pubblico) ovvero per mezzo del telefono. In quest’ultimo caso è, infatti, più difficile la difesa dall’intrusione, a meno che non si disattivi il servizio telefonico con un evidente danno alla libertà di comunicazione garantita addirittura dalla Costituzione. Per la medesima ragione è possibile far rientrare nel concetto di molestie gli Short Messages System (SMS), ma non la posta elettronica… :-(

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