La Corte di Giustizia e la conciliazione AGCOM nazionale

La recentissima sentenza della Corte di Giustizia della Comunità Europea del 18 marzo 2010 sull’interpretazione della normativa nazionale ha ritenuto la Legge n. 249 del 31 Luglio 1997 (che ha istituito l’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni e che prevede l’esperimento del tentativo conciliazione, per la risoluzione delle controversie tra fornitori ed utenti finali di servizi di comunicazioni elettroniche), rispettosa dei principi di equivalenza e tutela giurisdizionale effettiva dei diritti, nei rapporti tra utenti e fornitori. Detti principi, come impone la direttiva 2002/22/CE (direttiva quadro), debbono essere osservati ed applicati soprattutto quando le procedure extragiudiziali sono pregiudiziali alla azione ordinaria, purchè condotte con modalità semplici, rapide e poco dispendiose.

Giova rilevare, infatti, che in materia di consumo, l’obbiettivo di tutelare gli utenti finali, definiti anche parti deboli del rapporto, è stato perseguito al livello comunitario, partendo dalla convenzione dei diritti dell’uomo che sancisce all’articolo 6, quello ad “un equo processo” prevedendo, poi, nel settore più specifico delle controversie in cui sono coinvolti i consumatori, l’emanazione della direttiva2002/22/CE che stabilisce i principi generali riguardo alla concorrenza, al prezzo della fornitura, alla qualità minima del servizio universale della telecomunicazione per garantirne la disponibilità in un contesto di mercati aperti nell’ambito della Comunità europea e, all’articolo 34, riconosce anche il diritto dei consumatori ed utenti finali ad una risoluzione extragiudiziale delle liti irrisolte.

Mentre è proprio a livello nazionale che, per definire in modo più spedito e meno oneroso le controversie in materia di comunicazioni elettroniche, gli Stati membri devono elaborare le modalità e le caratteristiche della procedura prevista all’articolo 34 in questione, compreso il carattere obbligatorio del suo espletamento, con l’unica condizione della salvaguardia del diritto di adire successivamente la magistratura ordinaria competente, ma con l’obbiettivo di interesse generale del “decongestionamento dei tribunali”.

Nel recepire tale esigenza, (come previsto dalla Legge n.249 del 1997), l’Autorità con le delibere n. 182/02/Cons e n. 173/07  “sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti”, ha disciplinato il pregiudiziale tentativo di conciliazione avanti ai Comitati Regionali di tutela (cd. CoReCom), territorialmente competenti ed in mancanza o avanti agli altri organismi a cui la legge attribuisce tali funzioni (ne sono un esempio le Camere di commercio ex Legge 580/1993), rispettando nel relativo Regolamento tutte le linee guida comunitarie circa:

  • Il termine di trenta giorni per l’intero espletamento di tutta la procedura;
  • la gratuità del servizio di conciliazione avanti ai CoReCom;
  • la sospensione della prescrizione dei diritti per il periodo dell’esperimento della conciliazione;
  • la facoltà di esperire la procedura anche in via telematica ma soprattutto di reperire i moduli per inoltrare l’istanza di conciliazione anche compilando il formulario cd. UG, disponibile presso il sito ufficiale dell’Autorità e presso gli uffici Co.Re.Com.;
  • la conferma del diritto al ricorso giurisdizionale anche se la conciliazione ne è condizione per la ricevibilità;
  • la possibilità, in casi eccezionali che lo esigano, di richiedere ed ottenere dal giudice l’adozione dei provvedimenti provvisori e temporanei.

Proprio questa è la caratteristica fondamentale della tutela dei consumatori nei rapporti coi gestori della comunicazione in merito ad asseriti inadempimenti dei contratti tra gli stessi stipulati che,ai sensi del nuovo regolamento n. 173/07/cons., prevede la possibilità per gli utenti, fermo restando l’obbligo di pagare gli importi non contestati e con formale reclamo al gestore, di chiedere l’adozione di provvedimenti diretti a garantire la continuità dell’erogazione del servizio o a far cessare forme di abuso e scorretto funzionamento da parte dell’operatore, anche in pendenza della procedura conciliativa e fino al termine della stessa, inoltrando al CoReCom stesso, la relativa istanza con apposito modello (art. 5, delibera n. 173/07/Cons, cit.).

Inoltre è da notare che  il mancato esperimento del tentativo di conciliazione non preclude la concessione di provvedimenti cautelari da parte dell’autorità giudiziaria adita, secondo quanto già riconosciuto dalla Corte Costituzionale che ha dichiarato non fondata la questione di legittimità dell’art.1 della Legge n. 249/1997, sollevata in riferimento all’art. 24 della Costituzione nell’ambito di un ricorso ex art. 700 c.p.c., con cui l’utente chiedeva l’attivazione della linea richiesta.

I giudici della Consulta, ricordando anche il principio stabilito all’art. 412 bis c.p.c in tema di controversie di lavoro che prevede che, il mancato espletamento del tentativo obbligatorio di conciliazione, non preclude la concessione dei provvedimenti speciali d’urgenza e quelli cautelari, hanno ribadito che “la tutela cautelare in quanto preordinata ad assicurare l’effettività della tutela giurisdizionale, in particolare a non lasciare vanificato l’accertamento del diritto, è uno strumento fondamentale del nostro ordinamento e inerente a qualsiasi sistema processuale anche indipendentemente da una previsione espressa.”

Coerentemente con tutto il sistema legislativo nazionale, in ultimo,anche il d.lgs. n. 28 /2010 in tema di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie, all’articolo 5, comma3, conferma che “lo svolgimento della mediazione non preclude in ogni caso la concessione dei provvedimenti urgenti e cautelari..” che, viceversa, qualora fosse prevista una sospensione di tali procedure d’urgenza, significherebbe precludere l’accesso alla giurisdizione in situazioni che necessitano di decisione in tempi molto ristretti, seguendo la stessa logica che è alla base delle direttive della Corte di giustizia della Comunità Europea nonché delle delibere dell’Autorità a tutela dei consumatori.

Un pensiero su “La Corte di Giustizia e la conciliazione AGCOM nazionale

  1. danilo

    Interessante ed importante sapere che c’è qualcuno che prova a tutelare le “parti deboli del rapporto” con il massimo impegno e competenza, con l’appoggio della Corte di Giustizia della Comunità Europea .
    Certamente bisogna istruire il cliente a ragionare in modo “conciliativo” cosa che per la nostrà mentalità credo si faccia un pò fatica, ma almeno provarci è stimolante e merita un plauso.
    Che poi ci si riesca quello è un’altro discorso…
    Buon lavoro

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