Il reso merci nel commercio elettronico (R.M.274/E/2009)

Con la R.M. 274/E del 5 novembre 2009 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per il commercio elettronico indiretto si segue la disciplina delle vendite per corrispondenza, dunque non deve essere emessa fattura a meno che non sia chiesta dal cliente, nè c’è obbligo di emettere ricevuta o scontrino fiscale.

Occorre annotare regolarmente i corrispettivi e nel caso di restituzione della merce deve essere annotata la variazione in diminuzione, avendo cura di consentire all’Amministrazione finanziaria, in fase di controllo, di ricostruire la vicenda conservando i documenti dai quali risultino:

– le generalità del soggetto acquirente

– l’ammontare del prezzo rimborsato

– il codice del bene acquistato

– il codice del reso

Inoltre, dalle scritture ausiliarie di magazzino deve essere possibile rilevare la movimentazione fisica del bene oggetto del reso.

Infine, l’Agenzia delle Entrate rammenta che se l’acquirente è un privato cittadino comunitario si applica la disciplina delle vendite a distanza intracomunitarie prevista dall’art.41 D.L. 331/1993. Pertanto, se l’ammontare complessivo delle vendite effettuate nello Stato di destinazione supera il limite di 100.000,00, oppure il cedente opta per l’applicazione dell’imposta nell’altro Stato membro dandone comunicazione nella dichiarazione Iva, relativa all’anno precedente o all’inizio attività, la cessione è non imponibile e l’iva deve essere pagata nel paese di destinazione. Nel caso contrario, si applica l’Iva italiana.

 

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