Il processo mediatico aiuta la giustizia?

Vorrei condividere l’articolo, pubblicato nei giorni scorsi sul sito dell’Unione delle Camere penali italiane, relativo alla tragedia della Concordia.

La Giunta dell’UCPI tenta di “ristabilire” un equilibrio tra la colossale tragedia consumata nelle acque di fronte al paradiso del Giglio e le garanzie ed i diritti degli indagati.. per non precipitare – come la nave da crociera? – nella banalità di un processo celebrato direttamente sui media e concluso con una sentenza cd. di piazza.

Il Comandante Schettino è subito diventato, per tutti, il codardo, il bugiardo; e contrapposto all’eroe di turno, quel comandante del “vadaabordooo!” che impazza sul web.

Siamo tutti bravi a salire sulla nave (?) del vincitore.
Forse è solo più rassicurante ricondurre quello che non si conosce, non si sa, in qualcosa di conosciuto (lo sosteneva già Nietzche), poiché tranquillizza ed allontana la paura, le preoccupazioni.

E così, grazie a una telefonata che la legge vieta possa essere pubblicata, oggi abbiamo il nostro colpevole.

Difatti

Art. 114 CPP Divieto di pubblicazione di atti e di immagini

E’ vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, degli atti coperti dal segreto o anche solo del loro contenuto.
E’ vietata la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare.

L’art. 114 cpp vieta, dunque, la pubblicazione degli atti di indagine fino al momento in cui il PM non chiede l’archiviazione o il rinvio a giudizio.
Non mi dilungo, in questa sede, sui rapporti tra diritto di informazione e segreto istruttorio.
Il voyeurismo, però, pare faccia parte del nostro tempo. I media ci mettono quotidianamente di fronte alla cruda realtà: ci piace curiosare nella vita (reale o meno chissà..) degli altri e, troppo spesso, ci innalziamo a giudici.
Probabilmente ci conforta occuparci dei problemi che riguardano gli altri. Ci aiuta ad allontanare i nostri timori, come trovare il responsabile di una tragedia ed identificarlo in un diverso da noi.

L’accertamento delle responsabilità ha, tuttavia, bisogno di indagini serie e approfondite (condotte da giovani Perry Mason con il contributo delle analisi scientifiche), per non ritrovarci, ancora una volta, senza nessun responsabile.

Pensiamoci… 😉

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