Gandhi e la competenza relazionale

Queste bellissime parole sono un ottimo esempio per provare a comprendere l’importanza di quelli che – con linguaggio un po’ freddo e tecnico – sono definiti aspetti relazionali di una comunicazione, di una discussione, di un conflitto, di una negoziazione, in definitiva di un rapporto umano.

Mi piace almeno pensare che la competenza a trattare le persone e la capacità di costruire relazioni che funzionano, di cui tanto oggi si parla e si avverte la necessità, possano essere assimilate o anche semplicemente confrontate con il pensiero del Mahatma.

La società moderna ha molto dilatato, fin quasi a perderlo, il senso o l’importanza della spiritualità, ma questo non dovrebbe autorizzare ad essere aridi o astiosi.

Per più di un motivo – cultura, psicologia ed emotività: racchiusi nel cd. principio di reciprocità – si tende a trattare gli altri nel modo in cui loro ci trattano: attenzione, però, questo non significa essere autorizzati ad essere aggressivi con chi lo é.

Al contrario, se vogliamo trattare qualcuno gentilmente, perché ci interessa davvero “avvicinare i nostri cuori” per poterci comprendere e confrontare, dobbiamo superare l’aggressività dell’altro.

Diversamente occorrerà solo gridare sempre più forte finché nessuno sentirà e capirà nulla dell’altro, senza risolvere i problemi.

Non siamo tutti Gandhi; però potremmo provare.. D’altronde se non si mira ad obiettive elevati, i risultati non potranno che essere scarsi..

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