Formazione continua, aggiornamento e…qualche riflessione

Navigando nella rete, ho scovato un incontro di studio che si terrà il prossimo 5 novembre a Pescara su Etica, deontologia e responsabilità sociale dell’avvocato di famiglia e dell’avvocato del minore.
L’argomento interessa, a mio avviso, ogni professionista e non soltanto colui che svolge prevalentemente la sua attività nell’ambito del diritto di famiglia e minorile. Penso questo anche riflettendo sulle vicende di cronaca delle ultime settimane, che coinvolgono anche l’operato di alcuni colleghi avvocati.
E’ opportuno, dunque, mettersi in discussione e ragionare sulla qualità dell’aggiornamento richiesto al professionista, che dovrebbe -certo- riguardare le modifiche normative processuali civili e penali in atto, ma anche altre materie che –all’apparenza- poco si legano al diritto.
Su questo sito molto spesso si parla di altro, che non sia…diritto: comunicazione, mediazione, conflict management, emozioni, negoziazione…
Io sono molto giovane (professionalmente, intendo ;-)), ma ritengo che, per sopravvivere e -magari- distinguersi, possa essere essenziale acquisire una maggiore consapevolezza della professione dell’avvocato e riflettere su valori, qualità e limiti del nostro agire concreto.
Sulla scia di questa mia opinione, porto a conoscenza anche la serie di seminari che si terranno nei giorni 9, 16 e 23 novembre presso l’Auditorum F.I.G.C. di Ancona su La tutela dell’avvocato e dei consulenti dello studio legale.
Di particolare interesse, per gli appassionati di dirittomoderno.it, dovrebbero essere le relazioni del 9 novembre su Internet e social networks: privacy e cyber crimes. Aspetti normativi ed evoluzione giurisprudenziale e la disamina su Quanto può valere un sms inviato illeggittimamente. Il furto d’identità può costare caro, anche alle banche. Molestie via mail non perseguibili: ecco perchè. Ladri di identità, “identity crimes”. Aspetti giuridici del c.d. phishing. Il valore di un documento informatico in un aula di tribunale; nonché le varie sui reati informatici che si terranno il 23 novembre.
In particolare, intendo segnalare -per patriottismo– l’intervento, nella sessione mattutina del 23 novembre, della collega Francesca Scardaone sulla privacy in mediazione e quello, nella sessione pomeridiana del 9 novembre, del collega Tiziano Luzi sulla privacy nelle indagini difensive.
Il D. Lgs. n. 28/2010 contrappone la riservatezza della mediazione alla pubblicità del processo, prevedendo per il mediatore il segreto professionale e l’inutilizzabilità dei dati forniti quale garanzia della tutela delle parti. Il Codice di deontologia e di buona condotta induce l’avvocato ad ispirare lo svolgimento dell’attività investigativa non soltanto alle regole previste dal codice di rito, ma anche al rispetto della normativa in materia di tutela dei dati personali, nonché del codice deontologico forense.
Ad ognuno di noi, rimane di riflettere su quale dovrebbe essere il significato dell’aggiornamento professionale continuo richiesto dal CNF.

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