Divorziare on-line…..in Inghilterra

Internet oggi è utilizzato per molteplici attività: con un click si può acquistare un prodotto dall’altra parte del mondo, inoltrare istanze alla P.A., chattare con chiunque ed ovunque; on line nascono amori, ma, talvolta, la rete è causa della fine di una relazione sentimentale.

A breve, in Inghilterra, internet potrebbe assolvere una ulteriore funzione: permettere di divorziare!

Si, proprio così: si potrebbe divorziare grazie ad un click, senza l’intervento di un legale e tanto meno di un giudice.

Nell’epoca delle relazioni lampo, l’annose procedure di scioglimento degli effetti civili del matrimonio rappresenta un anacronistico strumento.”

E’ questa, forse, la riflessione che ha indotto il conservatore David Cameron ad incaricare la commissione del ministero della Giustizia di predisporre un “trattamento snellente” alla normativa disciplinante la procedura di divorzio. Il disegno di legge, frutto di siffatta revisione, è la creazione del “divorce information hub“, un network di informazioni sul divorzio, a cui i cittadini possono accedere gratuitamente attraverso il web, per essere edotti delle occorrenze per l’espletamento della procedura informatizzata.

Il sito offrirebbe, alle coppie che hanno deciso di divorziare, una serie di informazioni che spaziano dagli aspetti burocratici da seguire, ai consigli utili a determinare l’ammontare da corrispondere a titolo di alimenti. Tutto questo, allo scopo ultimo di consentire alle parti di vedere soddisfatti i propri interessi in tempi rapidi e con esigui esborsi di denaro,  deflazionando, altresì, le corti di giustizia dalle dispute autonomamente risolvibili dai litiganti.

La procedura sopra descritta, se rappresenta una rivoluzione  dal punto di vista normativo, non è tuttavia un novità assoluta…. Infatti, sin dal 1999 era disponibile in rete un kit contenente tutte le informazioni e la documentazione occorrente per l’ottenimento della sentenza di divorzio del Tribunale competente.

Così, mentre in Italia ancora oggi si deve, dapprima, ottenere una sentenza di separazione e, trascorsi tre anni dalla stessa, ricorrere al giudice per la pronuncia giudiziale di cessazione degli effetti civili del matrimonio, tutto ciò assistiti da un legale e sopportando costi, più o meno, elevati, già da tempo in Gran Bretagna  i coniugi possono giungere allo stesso risultato autonomamente, con il solo acquisto di un software, chiamato “Undefended divorce package”, o “Rapidoc” (dalla fusione dei termini “rapid document”, “documento rapido”), introdotto nel mercato dall’avvocato londinese Richard Cohen.

Il Lord cancelliere ha affermato che per velocizzare la giustizia bisognava portare su Internet gran parte del lavoro legale “standard” – ha spiegato Cohen al quotidiano inglese The Independent –. Io mi sono limitato a dare il mio contributo“.

In dieci settimane, le coppie inglesi che hanno usato il “Rapidoc” sono state 1.800 ed in un solo anno il 6% dei divorzi risultava effettuato utilizzando tale procedura.

Per coloro che necessitassero dell’assistenza di un legale, nessun problema: oltre al programma “Rapidoc”è possibile chiedere l’assistenza telefonica ad un avvocato, che risponderà per una tariffa di poche sterline al minuto.

Considerato che in Inghilterra già dalla fine del secolo scorso è possibile diventare ex coniugi in sole 10 settimane, con evidenti vantaggi anche sulla macchina della giustizia (derivanti dalla non trattazione delle cause in parola) l’esperienza dell’Undefended divorce package e del disegno di legge anglosassone potrebbero divenire uno spunto di riflessione anche nel mediterraneo…

 

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