Decreto legislativo ex l. 69/2009: la mediazione strada per la conciliazione. Ma.. per dove passa?

La pillola di quest’oggi è dedicata alla mediazione, così come disciplinata dal decreto legislativo (in forza di quanto previsto dall’art 61 della l. 69/2009) approvato il 19 febbraio 2010 ed in attesa di pubblicazione.

In realtà, non di (solo) diritto parleremo, ma anche di altro..

Oltre alle questioni legali, sulle quali, ogni iuris-perito potrà dare il proprio contributo, vanno infatti considerati gli aspetti non-giuridici; difficile stabilire se debbano essere definiti meta-giuridici o para-giuridici. Da un lato, infatti, sono completamente estranei alla dimensione giuridica (sarebbero, allora meta..) e dall’altro sono svolgono comunque effetti nell’ambito di una procedura “legale” (in questo senso sarebbero para).

Non vorrei inutilmente creare una questione definitoria.. di lana caprina.., ma spesso questo è quel che accade quando si ha a che fare con un nuovo istituto o una nuova procedura: forse è un “vizio” di noi giuristi…Che ne siamo consapevoli o no,..che ci piaccia o meno.. finiamo per “rifugiarci” in un meccanico “sussuntorio”: lungi da me l’idea di aprire una querelle sulla validità o correttezza di tale metodo scientifico..Dico solo che di fronte alla novità legale, abbiamo quasi l’esigenza di doverla “incasellare” o di “trovarle un posto” nei nostri schemi giuridico-mentali.

E’ senz’altro comodo e, sul piano dell’euristica, consente di adeguarci abbastanza rapidamente alle (molteplici) modifiche all’assetto normativo sostanziale o processuale.

Ma c’è un problema: se qualcuno mi crea un qualcosa di talmente nuovo che io non so in quale “casella” o “cassetto” vada messo..? Risposta evidente: creo un nuovo cassetto, tipo “varie” o “nuovo..” boh, non saprei… mmmhhh..

Proviamo.. però, così facendo,.. siamo ritornati al punto di partenza: stiamo, infatti, riprendendo il discorso terminologico sopra abbandonato, preoccupandoci di assegnare un nome al “cassetto”..altrimenti come faremo a metterci dentro della roba?

Bene, tentiamo qualcosa di diverso – ma di non troppo radicale..come potrebbe invece essere.. non usare più i cassetti: creeremmo un disordine pazzesco 😉 – aggiungiamo semplicemente una nuova libreria o scaffale.

Vicino al nostro “Digesto” mentale, popolato di concetti giuridici, creiamo un piccolo armadio non-giuridico ed iniziamo a metterci dentro un po’ di teoria (e pratica) della comunicazione, studio del conflitto, teoria (e pratica) della negoziazione, qualche concetto sullo studio delle emozioni e sull’importanza dei sentimenti: le parti che sono coinvolte in una controversia, infatti, sono prima di tutto persone. E l’essere umano non prende le decisioni in base al codice civile (e talvolta sorvola anche su quello penale, ma in quel caso poco si può fare… anche se la mediazione penale in realtà esiste…) o alla tale legge, non litiga con il partner perché c’è una norma giuridica che dice o non dice qualcosa, né fa saltare una transazione perché non gli piace quel certo meccanismo giuridico… Tutto questo risponde, infatti, a meccanismi psicologici, a regole matematiche (mi conviene fare “questo” o “quello”) o di economia (che sempre matematica è…), biologiche (mai pensato di essere schiavi delle proprie emozioni ?.. come canta Battiato) sociologiche..

Fermi tutti! Non sto invocando nuove lauree per gli avvocati del 2000. Penso solo che, come la mattina apriamo l’armadio e scegliamo i vestiti adatti all’occasione che ci aspetta (non mettete il gessato per fare running..giusto?), così dovremmo scegliere la procedura adatta ai problemi delle persone.

Non tiro il sasso per poi nascondere la mano: intanto cominciamo con questa pillola ed a breve seguirà l’abstract di una cosina su cui sto lavorando, poi arriverà dell’altro…

2 pensieri su “Decreto legislativo ex l. 69/2009: la mediazione strada per la conciliazione. Ma.. per dove passa?

  1. Avv. Massimiliano Giangolini

    Caro Andrea, ho apprezzato molto il tuo intervento che suggerisce in modo esplicito ai Colleghi di imparare a guardare oltre le loro banche dati e formulari (una volta si sarebbe detto “oltre le polverose pile di volumi affastellati sulla scrivania” !) per cominciare ad utilizzare concetti e metodologie mutuati da altre materie.
    Mi chiedo quanti dei nostri Colleghi abbiano una conoscenza, perlomeno di base, di Analisi Economica del Diritto, Economia e Finanza Comportamentale (non quelle “menate” che ci sorbivamo all’università sul concetto di utilità marginale ma testi fondamentali come l'”Euforia irrazionale” di Shiller o la “Psicologia della finanza” di Tvede…tanto basterebbe per capire come gli individui s”ragionano” di fronte ad una scelta o ad un conflitto) o di Web Analytics, tanto per fare quaclhe esempio. Avremmo una categoria professionale più “dinamica” e con un tasso di ricambio “fisiologico” (chi non si aggiorna, scompare !) decisamente più elevato… con buona pace di certe Vecchie Cariatidi che, ad oggi, pretendono di guidare Studi Associati, Consigli Forensi od Ordini vari…..

  2. Andrea B. Autore articolo

    Caro Max,
    fa sempre piacere:
    1) ottenere conferma della capacità di riuscire a spiegarsi (non essere frainteso è già un risultato..spesso..)
    2) constatare di non essere l’unico a pensarla in un certo modo..
    Grazie anche delle tue riflessioni e dei preziosi riferimenti.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *