Va bene.. c’è ancora un anno.. potrebbe esser prematuro…ma intanto si cominicia a familiarizzare con certi meccanismi..

Dunque, i primi due commi dell’art 5  individuano le materie in cui opera la cd. mediazione obbligatoria e gli effetti della mancata proposizione della relativa istanza.

Il comma 4 dell’art. 5, d. lgs. 28/2010, indica, poi, diverse ipotesi in cui non trova applicazione né il primo né il secondo comma:

  • a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione;
  • b) nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all’articolo 667 del codice di procedura civile;
  • c) nei procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all’articolo 703, terzo comma, del codice di procedura civile;
  • d) nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata;
  • e) nei procedimenti in camera di consiglio;
  • f) nell’azione civile esercitata nel processo penale.

 

La ratio della norma è quella di evitare che la mediazione possa costituire un intralcio alla concessione di provvedimenti cautelari latu sensu intesi; ciò, però, comporta che, esaurita l’esigenza cautelare, sorge l’obbligo di procedere con la mediazione. Il momento in cui matura questo obbligo è diverso a seconda del procedimento in cui si va ad inserire.

L’impatto con la procedura monitoria, merita una breve riflessione.

Attesa l’esclusione di cui sopra, la mediazione non è obbligatoria né nella fase di deposito de ricorso monitorio, né in quella di proposizione dell’opposizione.

Il riferimento alla provvisoria esecuzione, però, genera l’obbligo di proporre istanza di mediazione nel momento in cui questa è stata concessa o sospesa. Due le ipotesi:

  • A) decreto provvisoriamente esecutivo sin dall’inizio: l’obbligo di mediare non sussiste fino a quando il giudice dell’opposizione non sospende tale esecutività;
  • B) decreto non provvisoriamente esecutivo ab initio; l’obbligo di mediare sorge nel momento in cui il giudice dell’opposizione concede la provvisoria esecuzione.

Pertanto nel periodo successivo all’emissione della ordinanza che decide sull’esecutività del d.i. opposto (subito se emesso in udienza o dalla sua comunicazione se emessa fuori udienza) e prima dell’udienza successiva occorre depositare istanza di mediazione.

Nota essendo la diatriba tra attore “in senso formale” e in senso “sostanziale” nell’ambito della procedura monitoria v’è da chiedersi chi debba provvedervi: il creditore – ricorrente – che agisce in monitorio o il debitore – attore – che propone opposizione?

Se nell’opposizione l’apparente debitore si limita a chiedere la revoca del decreto ingiuntivo emesso e non propone direttamente (nemmeno in via di accertamento negativo) alcuna domanda, egli non sta “esercitando l’azione” e, pertanto, non è destinatario dell’obbligo che spetterebbe all’apparente creditore-opposto.

Se invece nell’opposizione è svolta una domanda riconvenzionale o una domanda di accertamento anche negativo, al fine di ottenere una sentenza che abbia efficacia di giudicato sostanziale ex art. 2909 c.c., l’obbligo spetta anche all’opponente.

Occorre poi notare che se l’accertamento negativo è meramente incidentale poiché è chiesto ai sensi dell’art. 34 c.p.c., non si è in presenza di una domanda, ma di una mera eccezione che non implica l’esercizio di alcuna azione, con la conseguenza che non sorge alcun obbligo di inoltrare istanza di mediazione.

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