D. lgs. 28/2010 e avvocatura: solo posti in piedi al CNF…







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Questa è la prima considerazione a caldo..all’uscita dall’incontro sulla “mediazione civile e commerciale”, svoltosi venerdì scorso nei pur capienti saloni in Via del Governo Vecchio, cui ho partecipato come membro “tecnico” esterno al mio CdO unitamente all’amico Luciano Birocco rappresentante “istituzionale” (coautore di questo post ed autore del reportage fotografico).

Benché non confortati da dati statistici, possiamo dire che.. se non erano presenti tutti gli Ordini Forensi..le defezioni risultavano senz’altro assai contenute: erano infatti occupate 3 sale di cui 2 collegate con appositi monitor.

Subito dopo la prima tornata di interventi (tra cui quello scoppiettante del Prof. Luiso) si è creata una vivace discussione tra chi era già introdotto all’argomento – e che non ha troppo gradito discorsi introduttivi sui massimi sistemi applicati alla mediazione – e chi, invece, ne sapeva di meno e cercava indicazioni e..conforto…

Fare contenti tutti ovviamente non è possibile, ma forse  gli obiettivi dell’incontro non erano del tutto chiari(ti)..

E’ evidente comunque che l’argomento sta suscitando un vivo interesse. Sintetizzando, questi i diversi atteggiamenti riscontrati:

1) scettico: la mediazione obtorto collo (testuale) dovrà essere resa anche dall’avvocatura…. Della serie: “non ci piace ma non possiamo far finta che non esista..

2) fiducioso: ravvisabile in coloro che la conoscono e  l’hanno sperimentata (tra cui Firenze, da alcuni anni, e Varese a livello sperimentale con Commercialisti e CCIAA)

3) preoccupato: per l’impatto e il funzionamento della macchina organizzativa in relazione alla mediazione obbligatoria (Torino, stimati 20.000 casi, Milano 35.000)

4) disorientato: considerando il tenore di domande quali: “come si impugna il verbale..?”, o preoccupazioni circa una presunta inutilizzabilità di documenti prodotti nell’ambito della mediazione!

Messaggio take away:  tornate nei vostri fori e parlatene. L’incontro in questo senso mirava a sollevare dibattito sull’applicazione pratica di una legge che, sebbene certamente migliorabile, non può essere “disapplicata”. Speriamo di poter pubblicare a mo’ di promemoria una lista di questioni da risolvere, sintetizzate in un breve documento sottoposto dal rappresentante del CdO di Acqui Terme (se non andiamo errati) che al momento non abbiamo a disposizione.

Interessante notazione della Prof. Orlandi (abile a gestire una platea non certo “facile”…) sui paventati dubbi di costituzionalità per le ipotesi di improcedibilità: segnalata, infatti, la recentissima sentenza della Corte di giustizia delle comunità europee del 18 marzo che sembra confermare la legittimità del “filtro”.

Combattuto il Presidente. Il suo discorso  ben rappresentava alcune anime dell’avvocatura: gli scettici e i “tiepidi”.

Entusiasmo..poco..tranne quello di qualche relatore.

E poi gli avvocati dicono che non è vero che amano fare le cause..

Sarà…, ma sembra proprio che la mediazione la amino ancor di meno…

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