D. Lgs. 28/2010: Art. 11 ed ‘intervento’ del notaio in mediazione

Stimolato dalla domanda della collega Bianca Verrillo, ho cercato di comprendere meglio la parte finale  del secondo capoverso del  3° comma dell’art. 11:

Se con l’accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall’articolo 2643 del codice civile, per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione del processo verbale deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato.

Per fare ciò..ho riflettuto un po’..perché quel “pubblico ufficiale a ciò autorizzato” sembrava evocare una figura “ignota”..trascurandone una nota: il notaio.

Ho pertanto contattato il notaio Cinzia Brunelli, che da tempo segue i fenomeni ADR, la quale mi ha cortesemente spiegato che in realtà si tratta di una “ripresa” della norma contenuta nell’art. 2703 c.c.

Si ha per riconosciuta la sottoscrizione autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato.

Non è agevole dire perché manchi la parola “notaio” prima di quella “pubblico ufficiale”, ma – allo stato…, e tranne interventi legislativi ad hoc – costui è l’unico P.U. che può provvedere alle incombenze del caso.

Il notaio Cinzia Brunelli mi ha anche gentilmente messo a  disposizione la sua relazione  svolta durante l’incontro di studio “La mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali” organizzato dal Consiglio Notarile di Bologna in data 8 marzo 2010.

Ne ho estratto proprio la parte – disponibile qui in formato .pdf – che riguarda l’art. 11 in cui vengono affrontati alcuni interessantissimi aspetti:

  • la mancanza di equivalenza tra “certificazione dell’autografia delle sottoscrizioni” effettuata dal mediatore ed autenticazione delle sottoscrizioni effettuata da un pubblico ufficiale;
  • la non esaustività del richiamo all’art. 2643 c.c. operato dal legislatore, a fronte di altri atti soggetti a trascrizione (divisioni, fondo patrimoniale, convenzioni matrimoniali);
  • la possibilità o meno,  per il pubblico ufficiale di svolgere contemporaneamente la funzione di mediatore

Buona lettura..

Un pensiero su “D. Lgs. 28/2010: Art. 11 ed ‘intervento’ del notaio in mediazione

  1. giuseppe

    La trattazione del Notaio Brunelli è certamente chiara e condivisibile.

    Tuttavia, il riferimento normativo generico a “[…] un pubblico ufficiale a ciò autorizzato” lascia uno spazio interpretativo aperto. Si tratta di vedere se è tracciata una evoluzione de iure condendo, nel senso di autorizzare in futuro altri soggetti all’autentica per fini di trascrizione degli accordi di conciliazione tra privati aventi contenuto negoziale su diritti reali, ovvero tali soggetti possano già rintracciarsi nell’ordinamento vigente.

    Se l’unico autorizzato è il Notaio, al di là del caso che svolga al contempo la funzione di Mediatore (e, anche qui, coi profili problematici accennati da Brunelli), si realizza di fatto un sostanziale svuotamento pratico della norma, giacché molto difficilmente potranno darsi accordi di conciliazione in sé trascrivibili, e le parti dovranno successivamente fare ricorso al Notaio per riscrivere e formalizzare l’accordo da trascrivere; a meno che – forse – il notaio non possa essere coinvolto in veste di consulente (art. 8 c. 4 d. lgs.) per dare assistenza al mediatore, il che pare difficilmente praticabile, anche per i tempi ristretti della mediazione.

    Il cancelliere, potrebbe essere tra i soggetti da considerarsi già autorizzati all’autentica di siffatti accordi? Non so se ci sono esperienze in proposito, ma la cosa andrebbe approfondita.

    Avv. Giuseppe Politi

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