Conciliazione obbligatoria e risoluzione controversie: se al Corecom non si concilia??!!

Può accadere che alcuni utenti a causa di fattori logistici disagevoli si trovino nella condizione di aver richiesto l’attivazione di una linea telefonica ad un operatore (e di altri vari servizi come Adsl e HomeTV) e di essere ancora in attesa nonostante l’immediata attribuzione di un numero telefonico e l’adesione a varie promozioni ma …… fissato appuntamento con il tecnico non si riesce ad attivare la linea.

Perché, se in casa c’è il cavo telefonico???

Il tecnico non riesce a trovare l’altra estremità del cavo nei pozzetti esterni (in strada, non nella proprietà) nè nelle colonnine.

Inoltre, avere il collegamento con i fili che passano all’esterno dei muri non è facile per “problemi di permessi” sia da parte dell’ente pubblico che dei privati le cui proprietà si trovano lungo il tragitto della linea. Il tecnico non vuole intervenire in questo senso.
infatti, dopo varie chiamate al servizio clienti si viene a scoprire che l’ attivazione in questione è stata posticipata per “problemi di permessi”, dal momento che è necessario scavare sul suolo pubblico per ritrovare un pozzetto probabilmente coperto dall’asfaltatura e che sono necessari i permessi dal comune.
Nonostante le comunicazioni dell’operatore di essere in attesa delle richieste autorizzazioni, stufo del trascorrere del tempo, l’utente si rivolge direttamente all’ufficio competente del Comune, dove scopre che gli incaricati non hanno mai ricevuto richieste di scavo da parte di alcun gestore per quella zona che effettivamente è disagevole e che qualora ci fossero state, solitamente vengono evase in pochi giorni.
Per risolvere la questione si inoltra l’istanza al CoreCom competente, dove all’incontro fissato si presenta l’avvocato della compagnia telefonica che sostiene l’esclusione della colpa dell’azienda per la mancata attivazione della linea, ma promettendo che continueranno ad adoperarsi perché avvenga il prima possibile e propone anche un rimborso secondo l’art. 26 delle Condizioni Generali di Contratto di circa 48¤, ovvero solo per il periodo intercorso tra il 10° giorno dalla richiesta di attivazione ed una prima loro lettera interruttiva della prescrizione di non si sa bene cosa!
Bene, anzi male!
A seguito della conciliazione si fissa un nuovo appuntamento con il tecnico ma, il giorno fissato, nessuno si presenta ed il servizio clienti, chiamato a chiarimenti dal nostro povero utente che ha anche dovuto ottenere il permesso di assenza dal lavoro per la questione, verifica che l’appuntamento non era stato concordato anzi disdetto qualche ora prima per …. “mancanza di permessi” risultando, altresì, che l’utente era stato avvisato. Cosa assolutamente non vera!

A questo punto di esasperazione è logico domandarsi che fare: ed anche se il primo istinto sarebbe quello di citare in giudizio tutti, è ben domandarsi: in quanto tempo si otterrebbe un’equa riparazione dei disagi subiti?

Ciò è molto difficile da prevedere allora, è meglio rivolgersi all’AGCOM.

In premessa e’ utile sapere che l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) detta precise sanzioni quando il gestore non rispetta quanto pattuito in conciliazione
Il verbale di conciliazione positivo del Corecom e’ un titolo esecutivo direttamente azionabile tramite precetto e pignoramento se del caso.

Infatti, se la conciliazione davanti al Corecom, o davanti ad altro organismo, non va a buon fine o non viene rispettata, si puo’ entro 6 mesi, in alternativa alla giustizia ordinaria, proseguire la procedura per la definizione della controversia davanti all’Agcom.

Definire la controversia significa che l’organo preposto non si limita a fare da paciere, ma sentite le parti sentenzia su chi ha torto o ragione. In questa sede, pero’, non e’ possibile richiedere il risarcimento del danno, salvo gli indennizzi previsti da contratto o carta dei servizi.
Prima tale procedura era possibile solo presso la sede nazionale dell’Agcom.
Dal primo ottobre 2009 l’Autorita’ ha fornito le deleghe a tre Corecom regionali, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Puglia, per poter a loro volta definire nelle rispettive regioni la controversia.
Medesima delega hanno ricevuto pure Calabria, Lazio, Lombardia, Toscana, Umbria, e il Comitato provinciale di Trento.

Per gli utenti delle altre regioni, valgono le vecchie regole.
La definizione della controversia presso l’Agcom (o Corecom abilitati) e’ possibile solo entro sei mesi dalla data dell’udienza di conciliazione (che non ha prodotto accordi o solo parziali), compilando il Formulario GU14 da inviare per raccomandata A/R a Napoli, alla sede dell’Agcom. L’Autorita’ decide sui torti e le ragioni di utenti e gestori e la decisione e’ vincolante.
Entro dieci giorni dalla presentazione dell’istanza l’Agcom fissa la data dell’udienza, comunque non prima di 15 giorni. Le parti possono depositare memorie e altra documentazione fino a 5 giorni prima dell’udienza. L’utente puo’ intervenire personalmente o delegare altro soggetto (non necessariamente un avvocato).
Nb:
La mancata presenza dell’utente non rende nulla l’istanza. In questo caso l’Agcom decidera’ in base alla documentazione depositata. Ciò che conta è che iter deve concludersi entro 150 giorni e questo è comunque vantaggioso!

SEGNALAZIONI ALL’AGCOM – MODULO D
L’Agcom ha predisposto un apposito modello per segnalare disservizi con i gestori.

Non serve per attivare procedure, ma solo per fornire all’Autorita’ informazioni sulle problematiche subite dagli utenti.

E’ bene segnalare la delibera dell’Agcom che recita testualmente:

“L’operatore, salvi i casi di frode, di ripetuti ritardi di pagamento o di ripetuti mancati pagamenti e per quanto tecnicamente fattibile, puo’ disporre la sospensione del servizio solo con riferimento al servizio interessato dal mancato pagamento. Va tenuto presente che: non puo’ intendersi come mancato pagamento il pagamento parziale di una o piu’ fatture da parte dell’utente, qualora il pagamento omesso riguardi addebiti oggetto di contestazione, con riferimento ai quali sia pendente una procedura di reclamo ovvero di risoluzione della controversia davanti al Corecom (vedi sotto); il ritardato o mancato pagamento non puo’ intendersi come ripetuto se nei sei mesi precedenti la scadenza della fattura in questione i pagamenti sono stati effettuati senza ritardi; si puo’ considerare ritardato unicamente il pagamento avvenuto almeno quindici giorni oltre la scadenza e fatti comunque salvi i casi di ritardo nella emissione o consegna della fattura”.

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