Conciliazione e internet: separazione o felice connubio (ODR) ?

Si è svolto la settimana scorsa presso la CCIAA di Macerata un incontro, moderato dal Dottor Santarelli, Presidente della Camera di conciliazione ed arbitrato della CCIAA, con la presenza dei funzionari di quest’ultima, che si è rilevato un utile occasione di approfondire alcuni passaggi del tentativo di conciliazione previsto dal recente decreto ministeriale 28/2010.

Gli interventi della Prof. Lucia Ruggeri e della Prof. Maria Pia Gasperini, hanno dato luogo ad un piacevole dibattito riguardo ad un particolare metodo di risoluzione alternativa delle controversie: quello che prevede l’uso di internet, ed identificato dall’acronimo O.D.R. (On-line Dispute Resolution).

Ciò che talvolta soprende in questo metodo di risoluzione “virtuale” è la freddezza del rapporto e l’assenza di quel contatto personale che è caratteristica peculiare dell’incontro tra il conciliatore e le parti cioè, di ciò che viene tecnicamente definito equiprossimità.
Si potrebbe, però, valutare positivamente l’uso della conciliazione on-line mettendone considerando le sue peculiarità.
E’, infatti, indubbio che si tratta di un sistema particolarmente innovativo e conveniente che unisce ai vantaggi della conciliazione tradizionale (risparmio, velocità e riservatezza), la comodità di poter operare direttamente dal PC annullando del tutto ogni tipo di distanza tra i destinatari del servizio della conciliazione, risultando funzionale alla soluzione di “conflitti” particolarmente complessi dal punto di vista logistico e organizzativo.
“Conflitto” è un termine di origine latina confligere che vuol dire urtare; secondo le dottrine orientali individua una situazione costante in tutta l’esistenza umana perché consente agli opposti di riflettere e valutare altre posizioni ed interessi; secondo altri, non è di per se negativo né positivo ma si associa concettualmente ad un “pharmakon”, neutro ed ambivalente e che potenzialmente potrebbe essere sia patologia che cura nelle relazioni interpersonali.
Fondamentale è, allora, una gestione corretta del conflitto che eviti l’indifferenza reciproca delle parti, la freddezza nei loro rapporti, la volontà di distruggere le esigenze dell’altro, e ciò grazie all’opera di un terzo, il conciliatore che, anche a distanza (questa è la vera efficienza del sistema), le aiuta a discutere per trovare una soluzione accettabile ad entrambi consapevoli di poter usufruire attualmente di mezzi semplici, veloci, economici ed efficaci per la soluzione dell’eventuale contenzioso, favorendo la comunicazione via e-mail o lo scambio diretto con sistemi di videoconferenze grazie ad internet.
Il servizio della conciliazione on-line è una prassi che si è sviluppata sia a livello comunitario che internazionale dove problemi di linguaggio, regole giuridiche e approcci culturali differenti, non facilitano la soluzione dei contenziosi soprattutto commerciali tra parti provenienti da due o più paesi, ed a tal fine:
“Gli Stati membri devono provveder affinché la loro legislazione non ostacoli l’uso, anche per vie elettroniche adeguate, degli strumenti di composizione extragiudiziale delle controversie previsti dal diritto nazionale …. ed incoraggiano gli organi di composizione extragiudiziale delle controversie, ad operare con adeguate garanzie procedurali per le parti coinvolte” ( Articolo 17 Direttiva Comunitaria sul commercio elettronico 2000/31/CE)
Le esperienze di O.D.R. nei paesi che le hanno applicate con l’incontro virtuale delle parti e del conciliatore, sono risultate soddisfacenti proprio perché, garantendo la comunicazione in tempo reale tra i partecipanti con l’interscambio di audio, video messaggi e files di testo , nel totale rispetto della riservatezza e confidenzialità, spesso hanno permesso alle parti di ricostruire la relazione commerciale, ponendo basi più solide di collaborazione grazie all’analisi delle circostanze che ne avevano minacciato la stabilità.
La portata del servizio è di enorme rilevanza e potrà essere particolarmente utile soprattutto a quanti tra imprenditori e professionisti si trovino a dover gestire contenziosi commerciali in ambito non solo comunitario ma anche internazionale con i partners di maggior contatto quali ad esempio quelli del mercato cinese competitivo e in rapida crescita, utilizzando uno strumento che, anche per motivi culturali (la conciliazione in Cina ha una tradizione atavica), consente di superare le barriere imposte da differenze culturali e legislative preservando e sviluppando ulteriori relazioni tra i Paesi anche a notevole distanza tra gli stessi.
Probabilmente, alla luce di tali constatazioni si potrebbe apprezzare anche questo tipo di approccio al tentativo di conciliazione pur senza il contatto cosiddetto dal vivo dei protagonisti, evitando di pensare ai metodi on-line come sistemi distaccati e antitetici allo spirito della conciliazione solo perché privi del rapporto diretto anche se, del resto, questo modo di interagire è tipico dell’empatia che il nostro animo ancora riesce fortunatamente ad esprimere!

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