Come redigere nel modo più opportuno un contratto di agenzia in Francia?

Una e-mail inviatami il mese scorso da un cliente del settore calzaturiero- con sede nelle Marche- mi offre lo spunto per la redazione di questo articolo.

Ricevo l’ e-mail, con la quale il cliente, prossimo alla stipula di un contratto di agenzia con un agente francese, mi tempesta di domande : “Cosa prevede la normativa francese sui contratti di agenzia? È possibile, redigere almeno una versione del testo del contratto in inglese …ma che terminologia utilizzare?.. …eppoi… si può far riferimento alla legislazione italiana, pur designando un agente francese….? …Conviene scegliere come foro competente un tribunale francese o quello italiano….o si potrebbe, invece, designare un arbitro..?

In Francia il contratto di agenzia trova la sua fonte di disciplina nella legge n. 593 del 25 giugno del 1991- entrata in vigore nel giugno 1992. E’ interessante notare come in questo paese l’agente sia un vero e proprio mandatario, come lo definisce la legge stessa-che in quanto libero professionista e senza prestazione d’opera, viene stabilmente incaricato (on a continuous basis.. per dirla col legal english) al fine di promuovere ed eventualmente concludere prestazioni di servizi, contratti di acquisto o vendita, locazioni in nome e per conto di imprenditori e commercianti.

A differenza dell’Italia e di altri Paesi europei che lo ammettono con le dovute riserve (si ricordi come nel sistema tedesco ad esempio, il patto debba esser formalizzato per iscritto e lo star del credere possa essere stabilito a carico del l’agente solo in connessione a determinati affari o avuto riguardo a specifici clienti con il conseguente diritto per l’agente ad un compenso aggiuntivo rispetto alla semplice provvigione), in Francia la clausola dello star del credere è ampiamente ammessa ed inseribile all’interno del contratto (e dunque effective and enforceable).

Entrando più nello specifico, la disciplina del contratto di agenzia in Francia è contenuta negli artt. 134-1 e ss. del Codice di Commercio (introdotti con la legge sopra menzionata) e nel decreto 58-1345 del 1958 (come integrato con il decreto 92-506 del 1992).

Quanto poi alla sua durata (duration of Contract), il contratto di agenzia potrà essere stipulato sia a tempo determinato che a tempo indeterminato.

Nella prima ipotesi esso si trasformerà di diritto in un contratto di agenzia a tempo indeterminato qualora continui ad esser eseguito da entrambe le parti.

Ma veniamo ora ai principali obblighi posti in capo all’agente nei confronti del preponente. Essi sono:

  • promuovere e sviluppare le vendite dei prodotti dell’azienda esportatrice nella zona assegnatagli;
  • adempiere all’obbligo di informativa nei confronti del Preponente: l’agente dovrà curare di trasmettere (to forward) periodicamente al preponente tutte le informazioni generali sull’andamento del mercato, sui rapporti coi clienti o, ancora , sulle eventuali visite effettuate e sull’ esito delle stesse, nonché trasmettergli senza ritardo gli ordini ricevuti dai clienti (promptly forward to the Principal..)..come nell’esempio sotto riportato:

..The Agent shall carry out the tasks entrusted to him in full accordance with the instructions received from the Principal and shall keep him informed by means of written reports, sent at least on a weekly/monthly basis, as regards the development of his activity, the visits undertaken by him and the outcome thereof and, in general, the market conditions and the state of the competition in the Territory assigned..”

  • l’ agent dovrà, inoltre, rispettare quell’obbligo di non concorrenza che si riconnette direttamente al vincolo d’ esclusiva: l’agente non può promuovere contratti per conto di imprese che siano direttamente concorrenti con quella del principal, salvo il suo espresso consenso in tal senso.

Qui di seguito si riporta un breve esempio della relativa clausola:

…the Agent shall not promote, distribute or manufacture products which compete with the Principal’s Products and he further undertakes not to directly act in any way which competes with the Principal”.

  • Tale obbligo può essere esteso anche per un periodo successivo alla durata del rapporto, ma in tal caso esige la forma scritta e, ad ogni modo, non potrà avere durata superiore a due anni.
  • obbligo di riservatezza (Confidentiality clause “…the agent undertakes not to disclose to any third party the confidential informations received by the Principal…and he undertakes to observe his duty of care….”)

In capo al preponente incombono, dall’ altra parte, i seguenti oneri:

  • fornire all’agente tutte le informazioni e tutto il materiale utili al normale svolgimento dell’attività
  • l’ obbligo di corrispondere all’ agente le provvigioni da questi maturate (..pay the commission to the Agent) e il correlato obbligo di inoltrare periodicamente all’agente un estratto conto con indicate le provvigioni maturate.

Soprattutto laddove l’agente sia persona fisica è bene ricordare che, secondo il diritto francese, c’è sempre il rischio di ingenerare confusione, in quanto l’agente potrebbe essere considerato, nei suoi rapporti con terzi, un V.R.P. (voyageurs, représentants et placiers), ossia un vero e proprio dipendente, legato da un rapporto di subordinazione alla casa mandante.

Ecco perché, proprio al fine di scongiurare tale rischio, si consiglia sempre al redattore di evitare l’utilizzo di clausole che implichino un sistema di remunerazione basato su un compenso fisso ed optare invece per una clausola che espliciti il carattere indipendente dell’attività svolta dall’agente.

Pertanto si renderà -in tale contesto- opportuno specificare come di seguito:

…The Agent shall not be deemed an employee of the Principal and shall operate without being in any way bound to the Principal by any employment relationship. He will always enjoys the fullest freedom in carrying out his mandate and shall be free to use sub- agents, provided that he communicates the name of them to the Principal in advance….”

Inoltre, eventuali spese sostenute, oneri fiscali, o di altra natura connessi all’attività svolta, devono essere completamente a suo carico e non gravare in alcun modo in capo al preponente.

Esempio: “…The expenses of the promotional activity undertaken and connected with the organization of advertising and trade faires shall be borne solely by the Agent, unless agreed otherwise in writing by the parties…”

Indennità di fine rapporto e modelli proposti

Salvo il caso in cui la risoluzione sia dovuta a colpa grave dell’agente, alla risoluzione del contratto, questi avrà diritto a percepire un’ indennità di fine rapporto.

Giova ricordare, a tal proposito, come la Francia abbia preferito, nella scelta tra due modelli, optare per quello che considera la corresponsione dell’ indennità in favore dell’ Agent quale risarcimento per il danno sofferto: ossia, conteggiando la stessa indennità sulla base del pregiudizio subito da questi in conseguenza della fine del rapporto.

Per completezza espositiva, sottolineo come la direttiva europea di armonizzazione, Direttiva CE 86/653/CE sugli agenti di commercio, abbia lasciato gli Stati membri liberi in merito alla scelta fra le due alternative:

– una è costituita dal modello francese, appena analizzato, basato sulla riparazione del pregiudizio, senza la previsione di un limite massimo;

l’altra è quella del modello tedesco, che prevede la corresponsione all’ agente di un’indennità di clientela limitata ad un massimo di un anno di provvigioni, basata sul presupposto di un apporto di clientela comunque fornita al preponente .

Quale conseguenza di quanto sopra esposto, a differenza di altri sistemi, quello francese non fissa uno specifico criterio di calcolo sulla base del quale conteggiare poi l’indennità spettante all’agente in caso di cessazione del rapporto, ma tale lacuna è stata prontamente colmata da alcune pronunce giurisprudenziali che hanno statuito che l’indennità debba corrispondere ad una somma pari alle provvigioni che l’agente abbia maturato nel corso degli ultimi 2 anni di durata del contratto o al doppio della media annuale delle provvigioni degli ultimi 3 anni.Di certo, dunque, un importo molto favorevole per l’agente.

Ratifica di Convenzioni Internazionali

Per quanto concerne il foro competente e la legge applicabile al contratto è opportuno ricordare come la Francia ha ratificato sia la Convenzione di Roma del 1980 in materia di legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e quella di Bruxelles del 1968 e conseguentemente le parti possano legittimamente derogare alla competenza dei Tribunali francesi in favore di un’ altra giurisdizione di uno Stato membro dell’U.E..

In particolare, la normativa francese può essere derogata e il contratto potrà essere sottoposto alla legge italiana, anche se l’agente sia di nazionalità francese (naturalmente,posto che riusciate a spuntarla e ad accordarvi in tal senso con l’altra parte!).

Consiglio, dalla parte della casa mandante (o Principal) di prevedere la normativa italiana quale legge applicabile al fine di evitare il rischio di ritrovarsi a dover corrispondere all’agente un’indennità troppo elevata.

Anche con riguardo al foro competente, le parti sono libere di scegliere quale sarà il giudice competente a decidere delle eventuali controversie che dovessero insorgere in relazione al contratto.

Anche in tal caso, è senz’altro auspicabile individuare il giudice italiano quale foro per la Applicable Law and Jurisdiction (da tradurre con il significato di competenza e non giurisdizione!!).

Tanto l’Italia quanto la Francia hanno inoltre ratificato la Convenzione di New York sull’arbitrato internazionale del 1958, pertanto le parti potrebbero scegliere di deferire l’eventuale risoluzione di una controversia tra esse scaturita ad un collegio arbitrale, inserendo nel contratto una convenzione di arbitrato.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *