Archivio della categoria: Pillole formative

D. lgs. 28/2010: simulazione di una mediazione..in aula (video).

Abbiamo preso un caso reale… trasformandolo in un video diviso in 3 parti per esigenze “youtubesche” (ogni brano non può durare oltre 10 minuti..).

Nota: la qualità del video (e dell’audio) è assolutamente amatoriale; la ripresa è dal vivo, il praticante-cameramen..non ha un tocco affatto fluido nello zoomare e cambiare inquadratura… Non siamo attori, ma tutti avvocati..eravamo in ambiente poco più che familiare, tra colleghi, notai e consulenti. C’è un sacco di confusione e gente che passa bellamente davanti all’obiettivo (figurarsi..fare il giro da dietro…); c’è un intruso.. che non abbiamo potuto eliminare in fase di montaggio…

Speriamo si capiscano almeno le differenze, soprattutto, strutturali con le conciliazioni di lavoro o quelle “banco judicis…

Era questo che ci interessava. Solo questo. Almeno per cominciare…

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Pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto mediazione e conciliazione: d. legislativo 4 marzo 2010 n. 28.

Ecco gli estremi che, presto, saranno sulla bocca o nella mente..di molti: d. lgs. 28/2010. Questo è il numero del decreto legislativo, emesso  il 4 e pubblicato  nella G.U. di ieri 5 marzo 2010.

Il testo in versione non ufficiale (stando alle indicazioni presenti nel sito  www.gazzettaufficiale.it) è disponibile qui o nel link a sinistra.

Dal 20 marzo, dunque, sarà possibile.. cosa?

Beh, io direi, prima di tutto cambiare paradigma! Come ?

Considerando, innanzitutto, che la mente è …una specie di paracadute: se non si apre, ..sono problemi… 😉

Io un piccolo aiuto lo sto costruendo ed a breve lo renderò disponibile. Intanto qui trovate l’abstract.

Questo, peraltro… era possibile farlo anche prima, in teoria. In pratica no, poiché non s’era ancora raggiunto il “climax” giusto: il termine mi pare azzeccato perchè possiede diverse connotazioni semantiche (tutte utili …). Quella che più mi piace è relativa all’ecologia che, come è noto, poco ha- purtroppo, sottolineo –  a che fare con il diritto…In tale ambito, infatti, si  rappresenta con il termine in questione, lo “stadio finale del processo evolutivo di un ecosistema che denota il massimo grado di equilibrio“.

Con la mediazione, dunque, si sarebbe raggiunto l’equilibrio?

Esatto!

E su cosa?

Domanda legittima e pertinente alla quale ho deciso di rispondere con un’apposita pillola formativa dedicata alla differenza tra “controversie” e “conflitti”. Eccola:

Se il processo, infatti, pur con i suoi alti e bassi, i costi ed i tempi non sempre “giusti”, è il sistema elettivo per definire le controversie giuridiche, la mediazione, è uno dei pochi sistemi davvero efficaci per gestire o risolvere i conflitti.

L’importante è non errare nella scelta della terapia.

Non mi piace essere assoluto nell’esporre le mie idee, ma un punto fermo lo debbo trovare: i processi non risolvono i conflitti, anzi, talvolta li possono aggravare. La mediazione, al contrario, è efficace nei conflitti e può risolvere le controversie.

Non sono uno migliore dell’altro: sono due “cose” diverse. Come l’antibiotico e l’aspirina: il primo fa bene per le infezioni batteriche, l’altra  è un antinfiammatorio: usateli per uno scopo per il quale non sono stati prodotti ed otterrete:

  • se vi va bene, di non risolvere il vostro problema di salute
  • se vi va male, di aggravarlo

La medicina..oltre all’ecologia ? Vi assicuro che non mi sono fumato nulla..(di illegale, almeno). Entrambe sono utili per capire come non abbia molto senso portare acriticamente tutto in tribunale.. Se erriamo nella terapia non curiamo la malattia e, inoltre, riempiamo l’ospedale (ops..il tribunale..) di casi “errati”, inquinando inutilmente l’ambiente in cui viviamo..

Come dice qualcuno..è un po’ paradossale obbligare le parti a fare qualcosa di volontario (trovare un accordo).., ma cerco di essere pragmatico. Visto che questo sembra essere un modo efficiente per far emergere il problema, ben venga !

L’importante è non trattare una grande, grandissima, chance come un passaggio obbligato…

Decreto legislativo ex l. 69/2009: la mediazione strada per la conciliazione. Ma.. per dove passa?

La pillola di quest’oggi è dedicata alla mediazione, così come disciplinata dal decreto legislativo (in forza di quanto previsto dall’art 61 della l. 69/2009) approvato il 19 febbraio 2010 ed in attesa di pubblicazione.

In realtà, non di (solo) diritto parleremo, ma anche di altro..

Oltre alle questioni legali, sulle quali, ogni iuris-perito potrà dare il proprio contributo, vanno infatti considerati gli aspetti non-giuridici; difficile stabilire se debbano essere definiti meta-giuridici o para-giuridici. Da un lato, infatti, sono completamente estranei alla dimensione giuridica (sarebbero, allora meta..) e dall’altro sono svolgono comunque effetti nell’ambito di una procedura “legale” (in questo senso sarebbero para).

Non vorrei inutilmente creare una questione definitoria.. di lana caprina.., ma spesso questo è quel che accade quando si ha a che fare con un nuovo istituto o una nuova procedura: forse è un “vizio” di noi giuristi…Che ne siamo consapevoli o no,..che ci piaccia o meno.. finiamo per “rifugiarci” in un meccanico “sussuntorio”: lungi da me l’idea di aprire una querelle sulla validità o correttezza di tale metodo scientifico..Dico solo che di fronte alla novità legale, abbiamo quasi l’esigenza di doverla “incasellare” o di “trovarle un posto” nei nostri schemi giuridico-mentali.

E’ senz’altro comodo e, sul piano dell’euristica, consente di adeguarci abbastanza rapidamente alle (molteplici) modifiche all’assetto normativo sostanziale o processuale.

Ma c’è un problema: se qualcuno mi crea un qualcosa di talmente nuovo che io non so in quale “casella” o “cassetto” vada messo..? Risposta evidente: creo un nuovo cassetto, tipo “varie” o “nuovo..” boh, non saprei… mmmhhh..

Proviamo.. però, così facendo,.. siamo ritornati al punto di partenza: stiamo, infatti, riprendendo il discorso terminologico sopra abbandonato, preoccupandoci di assegnare un nome al “cassetto”..altrimenti come faremo a metterci dentro della roba?

Bene, tentiamo qualcosa di diverso – ma di non troppo radicale..come potrebbe invece essere.. non usare più i cassetti: creeremmo un disordine pazzesco 😉 – aggiungiamo semplicemente una nuova libreria o scaffale.

Vicino al nostro “Digesto” mentale, popolato di concetti giuridici, creiamo un piccolo armadio non-giuridico ed iniziamo a metterci dentro un po’ di teoria (e pratica) della comunicazione, studio del conflitto, teoria (e pratica) della negoziazione, qualche concetto sullo studio delle emozioni e sull’importanza dei sentimenti: le parti che sono coinvolte in una controversia, infatti, sono prima di tutto persone. E l’essere umano non prende le decisioni in base al codice civile (e talvolta sorvola anche su quello penale, ma in quel caso poco si può fare… anche se la mediazione penale in realtà esiste…) o alla tale legge, non litiga con il partner perché c’è una norma giuridica che dice o non dice qualcosa, né fa saltare una transazione perché non gli piace quel certo meccanismo giuridico… Tutto questo risponde, infatti, a meccanismi psicologici, a regole matematiche (mi conviene fare “questo” o “quello”) o di economia (che sempre matematica è…), biologiche (mai pensato di essere schiavi delle proprie emozioni ?.. come canta Battiato) sociologiche..

Fermi tutti! Non sto invocando nuove lauree per gli avvocati del 2000. Penso solo che, come la mattina apriamo l’armadio e scegliamo i vestiti adatti all’occasione che ci aspetta (non mettete il gessato per fare running..giusto?), così dovremmo scegliere la procedura adatta ai problemi delle persone.

Non tiro il sasso per poi nascondere la mano: intanto cominciamo con questa pillola ed a breve seguirà l’abstract di una cosina su cui sto lavorando, poi arriverà dell’altro…

Introduzione alla negoziazione

La pillola di oggi introduce alla negoziazione e mira ad individuare alcuni interrogativi-chiave.

Le risposte richiedono, però del tempo: il negoziato è un fenomeno complesso che coinvolge diversi aspetti ed implica conoscenze molto eterogenee.

Confidiamo di riuscire a fornire qualche nozione utile e praticamente “spendibile” nelle prossime pillole in materia.

Buona visione.

10 Domande e…10 risposte sulla PEC. FAQ in video

Non poteva mancare il terzo appuntamento con la posta elettronica certificata: dopo la configurazione ed il funzionamento di base, la pillola di quest’oggi è dedicata ad una sorta di “comparazione”.

La PEC viene illustrata prendendo a riferimento da un lato la tradizionale raccomandata cartacea e dall’altro la posta elettronica normale (o..non certificata).

Abbiamo voluto sfatare qualche luogo comune e segnalare qualche problematica: per chi volesse approfondire in particolare la questione dell’identificazione dei titolari di caselle PEC ricordiamo un apposito intervento in argomento.

Segnaliamo, infine, che tutti i nostri video sono disponibili anche sul nostro canale Youtube.