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	<title>Dirittomoderno &#187; Non solo diritto</title>
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		<title>Francesca non c&#8217;è più</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 07:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea B.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non solo diritto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Mai avrei immaginato di poter scrivere un post come questo, ma purtroppo la realtà supera sempre la fantasia.Per tutto ieri sono stato combattuto sull&#8217;opportunità di farlo, poi, stamattina, controllando le statistiche del sito ho trovato che centinaia di persone hanno cercato  &#8221;Francesca Scardaoni&#8221; e Google le ha portate anche qui: non posso lasciare, allora, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mai avrei immaginato di poter scrivere un post come questo, ma purtroppo la realtà supera sempre la fantasia.Per tutto ieri sono stato combattuto sull&#8217;opportunità di farlo, poi, stamattina, controllando le statistiche del sito ho trovato che centinaia di persone hanno cercato  &#8221;Francesca Scardaoni&#8221; e Google le ha portate anche qui: non posso lasciare, allora, che sia la fredda cronaca giornalistica e l&#8217;immagine del terribile incidente a ricordare Francesca.<a href="http://dirittodigitale.com/wp-content/uploads/2010/03/scardaoni1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1111" title="scardaoni" src="http://dirittodigitale.com/wp-content/uploads/2010/03/scardaoni1.jpg" alt="" width="198" height="240" /></a></p>
<p>Prendo questo fardello con incertezza e tanto, tanto dolore, pensando a quanto debbano provarne tutti quelli che l&#8217;amavano.</p>
<p>Nell&#8217;immediatezza della notizia ci siamo sentiti con <a href="http://dirittodigitale.com/chi-siamo/monia-fabiani/" target="_blank">Monia</a> ed abbiamo mestamente constatato l&#8217;immensa verità che spesso dimentichiamo: la nostra presenza su questa terra è davvero un battito di ciglia. Un battito durato 35 anni: niente in confronto a quello che Francesca poteva ancora dare ai suoi cari, agli amici ed a tutti noi.</p>
<p>Abbiamo avuto il piacere &#8211; un vero piacere &#8211; di poter collaborare con una persona splendida, piena di entusiasmo, disponibile, scrupolosa e professionale, umile ed amante della vita.</p>
<p>Un avvocato, conciliatore nella professione e nella vita; credo che a lei piacerebbe essere ricordata così.</p>
<p>Nella mia mente si affollano tanti bei ricordi ed un paio li vorrei condividere: una simulazione di mediazione in cui interpretò alla grande il ruolo di una persona coinvolta in un litigio catturando l&#8217;attenzione di tutto l&#8217;uditorio e la sua appassionata spiegazione di alcuni vini a Fermo.</p>
<p>Avevamo tanti progetti in testa e tante idee da realizzare.</p>
<p>Ci manchi e ci mancherai.</p>
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		<title>Mediazione, Modugno e i Negramaro: farsi del male per una cosa bella (?)</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 16:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea B.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione dei conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Non solo diritto]]></category>
		<category><![CDATA[conciliazione]]></category>
		<category><![CDATA[mediazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://dirittodigitale.com/wp-content/uploads/2010/02/ioi-e1266168311961.jpg"></a>I <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=47064289658" target="_blank">versi</a> sono stupendi e su questo nessuno discute: condivisione di vedute, sentimenti simili. In una parola: accordo, sintonia.</p> <p>Si tratta &#8211; però &#8211; del testo di una canzone di Modugno (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=9qw3nCvFZK0" target="_blank">qui il video</a>) reinterpretata dai Negramaro: a me piacciono entrambe le versioni, ma la seconda mi da  più adrenalina, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dirittodigitale.com/wp-content/uploads/2010/02/ioi-e1266168311961.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-684" title="ioi" src="http://dirittodigitale.com/wp-content/uploads/2010/02/ioi-e1266168311961.jpg" alt="" width="65" height="77" /></a>I <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=47064289658" target="_blank">versi</a> sono stupendi e su questo nessuno discute: condivisione di vedute, sentimenti simili. In una parola: accordo, sintonia.</p>
<p>Si tratta &#8211; però &#8211; del testo di una canzone di Modugno (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=9qw3nCvFZK0" target="_blank">qui il video</a>) reinterpretata dai Negramaro: a me piacciono entrambe le versioni, ma la seconda mi da  più adrenalina, la sento più &#8220;vicina&#8221;; mi trasmette quel &#8220;qualcosa&#8221;.. che l&#8217;altra non mi da&#8230;</p>
<p>Certo, però, che la voce di Modugno è un velluto; un piacere per le orecchie. L&#8217;interpretazione è intensa&#8230;</p>
<p>Due &#8220;cose&#8221; diverse. A qualcuno può non piacere la versione dei Negramaro: e ci mancherebbe..! E&#8217; il bello della democrazia!! Ognuno sente la musica che vuole e può esprimere tutte le opinioni che vuole: positive e negative.</p>
<p>Ma deve per forza attaccare l&#8217;altro? Quello che non ha opinioni simili&#8230;?<span id="more-2037"></span></p>
<p>Date un&#8217;occhiata ai commenti. C&#8217;è da restare sorpresi: attacchi personali anche &#8220;violenti&#8221;&#8230; Addirittura il semplice paragonare i due diventa un problema. Una questione non negoziabile e.. vai &#8230;con l&#8217;oro e la latta, la classe.. le stonature..</p>
<p>Personalmente ho difficoltà a comprendere il perché o l&#8217;utilità del fare il paragone: è forse una gara..?</p>
<p>Tutto scivola in un baleno sul piano relazionale trasformando il luogo in cui lasciare commenti in un agone virtuale in cui uno ha torto e l&#8217;altro ha ragione..</p>
<p>Ma.. su cosa? Se a me piace una cosa ed a te un altra dov&#8217;è il problema? Perché devo convincerti che Modugno è meglio dei Negramaro o viceversa?</p>
<p>Cosa si vince?</p>
<p>Sono frastornato e confuso: partiti da una poesia ci troviamo a litigare?  Come è possibile? Che mondo è mai questo&#8230;?</p>
<p>Verrebbe da chiedersi..</p>
<p>Proviamo a risponderci. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto (la mia/tua opinione) ed una di relazione (come viene espressa). quindi si possono incrociare due contenuti opposti (opinioni divergenti) con relazioni che possono essere funzionali o disfunzionali, ossia rendere efficace il confronto sul contenuto o complicare il tutto drammaticamente..</p>
<p>In un attimo ci si ritrova a parlare di altro senza rendersene conto: &#8220;è meglio come cantante Modugno o Giuliano&#8221;.. Gulp&#8230; ma questa è un altra questione rispetto all&#8217;inizio&#8230; ma nessuno se ne accorge preso (cioè emotivamente costretto) a rispondere al commento che non gli piace  &#8221;<em>ma perfavore nn scherzare!!!con quella cazzo di voce che si ritrova il cantante e﻿ le sue stonature è come graffiare la lavagna con le unghie!!! modugno è una leggenda!!e l&#8217;hanno solo rovinata!!</em>&#8220;.</p>
<p>E l&#8217;altro: &#8220;<em>tu hai i timpani? la Voce﻿ di Giuliano sarebbe una cazzo d voce?</em>&#8221;</p>
<p>Siamo finiti a parlare dei timpani dell&#8217;altro, incredibile.. un&#8217;altra questione ancora..</p>
<p>Molteplici piani/livelli di comunicazione contemporaneamente:</p>
<ol>
<li>la bellezza della canzone</li>
<li>i gusti personali circa l&#8217;intepretazione</li>
<li>il paragone tra le versioni</li>
<li>la voce dell&#8217;uno e quella dell&#8217;altro</li>
<li>i timpani del commentatore</li>
</ol>
<p>Sembra proprio quello che succede tra due che hanno un problema legale: persone che parlano di più cose contemporaneamente.. attaccandosi a livello personale.. quando in realtà magari amano la stessa canzone..</p>
<p>Eppure uno dei commenti che più &#8220;gira&#8221; in tribunale o tra diversi colleghi è:</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>Comunicare è facile, lo fanno tutti. Il mediatore aiuta le parti a comunicare.. facilita la comunicazione.. bah.. tutta roba inutile, americanate. Se l&#8217;accordo non l&#8217;abbiamo trovato noi avvocati è tutto inutile</em>.&#8221;</p></blockquote>
<p>C&#8217;è solo da sperare che i commentatori del video di Modugno non siano avvocati.. che negoziano soluzioni per i propri clienti..</p>
<p>Eppure ci sono buone probabilità che sia così: i commentatori che si sono attaccati (sia l&#8217;uno che l&#8217;altro) hanno buone ragioni per sostenere la propria posizione e possono autogiustificare il proprio comportamento dicendo che la loro è stata solo una reazione di difesa..</p>
<p>Non molto diverso da quel che succede se ci si concentra solo sui contenuti (le norme in questo caso) legali senza considerare &#8220;<em>il funzionamento delle persone</em>&#8220;: se nessuno si preoccupa di regolare il &#8220;traffico&#8221; dei contenuti, riconoscere le emozioni, porsi il problema del rispetto dell&#8217;altro.</p>
<p>O sperare di avere a che fare con avvocati preparati in tale <em>strana</em> materia.</p>
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		<title>Vignetta privacy</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 15:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea B.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non solo diritto]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://dirittodigitale.com/category/non-solo-diritto/" target="_blank">Non solo diritto</a>&#8230; si &#8220;arricchisce&#8221; di una nuova sezione..le vignette&#8230;</p> <p>Sdrammatizzare..riflettendo..<br /> <a href="http://dirittodigitale.com/wp-content/uploads/2010/06/privacy1.jpg.png"></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dirittodigitale.com/category/non-solo-diritto/" target="_blank">Non solo diritto</a>&#8230; si &#8220;arricchisce&#8221; di una nuova sezione..le vignette&#8230;</p>
<p>Sdrammatizzare..riflettendo..<br />
<a href="http://dirittodigitale.com/wp-content/uploads/2010/06/privacy1.jpg.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1530" title="privacy1.jpg" src="http://dirittodigitale.com/wp-content/uploads/2010/06/privacy1.jpg.png" alt="" width="689" height="272" /></a></p>
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		<title>Scelte e decisioni: razionalità o emotività?</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 16:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea B.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione dei conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Non solo diritto]]></category>
		<category><![CDATA[ADR]]></category>
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		<description><![CDATA[<p></p> <p>Pensare che una discussione su una questione tecnica (di scelte, di materiali o di prezzo) sia possa o debba risolvere solo in maniera razionale, potrebbe risultare limitativo. Non si può, infatti, di certo negare che emozioni come la collera, la vergogna, l&#8217;invidia o molte altre ancora, svolgano un ruolo attivo sia nella fase di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="340" height="285" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/y3y9JKMVAiY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="340" height="285" src="http://www.youtube.com/v/y3y9JKMVAiY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Pensare che una discussione su una questione tecnica (di scelte, di materiali o di prezzo) sia possa o debba risolvere solo in maniera razionale, potrebbe risultare limitativo. Non si può, infatti, di certo negare che emozioni come la collera, la vergogna, l&#8217;invidia o molte altre ancora, svolgano un ruolo attivo sia nella fase di nascita del conflitto che nella fase di ricerca di una soluzione di un qualsiasi problema.</p>
<p>Nella ricerca di una soluzione è facile immaginare quali effetti possono produrre le emozioni durante una riunione o un colloquio: se una o entrambe le parti provano ira, odio, risentimento, paura o altri sentimenti, è ovvio che il loro modo di comunicare e di negoziare ne risentirà più o meno intensamente.</p>
<p>In entrambi i casi, pertanto, può essere utile acquisire qualche nozione in materia.</p>
<p><strong>Come funzionano le emozioni?</strong></p>
<p>Si discute se le emozioni possono essere considerate universali (ossia uguali per tutti gli uomini che si trovano nella stessa situazione o condizione) o se invece esistano diverse varietà di emozioni come mostrano alcuni studi antropologici. Per comodità, considereremo le emozioni come sentimenti tipici provati da tutte le persone che vivono una medesima esperienza, pur consci che si tratta di un discorso scarsamente rigoroso sotto un punto di vista eminentemente scientifico.</p>
<p>Ciò che più interessa in questa sede non è, infatti, un analisi delle tipologie delle emozioni, quanto invece capire alcuni meccanismi fondamentali e causali.<br />
Per far ciò occorre volgere l&#8217;attenzione alle scienze biologiche ed alla psicologia. Come chiarito dagli esperti “<em>molte se non la maggior parte delle emozioni umane sono suscitate da credenze la cui complessità appare al di fuori della portata degli animali</em>” .</p>
<p>Le nostre emozioni dipendo cioè da ciò che noi crediamo. Si tratta, dunque del risultato di un processo cognitivo che conduce a fare pareri o valutazioni sulle base informazioni che abbiamo ricevuto o che crediamo di aver ricevuto.</p>
<p>Si può allora cominciare chiedendoci perché l&#8217;emozione è così forte da prendere talvolta il sopravvento e perché, conseguentemente è così difficile da gestire.</p>
<p>La spiegazione è essenzialmente “biologica”. Il nostro cervello funziona, infatti, in un modo che può essere schematicamente rappresentato come nel disegno che segue.</p>
<p><a href="http://dirittodigitale.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagini-per-PPM.007.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-389" title="Immagini per PPM.007" src="http://dirittodigitale.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagini-per-PPM.007.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a></p>
<p>Uno stimolo emotivo, provoca l&#8217;attivazione di due distinte vie per mediare i segnali sensoriali e le reazioni.<br />
La prima la “via alta” raggiunge <em>“le aree cerebrali in grado di operare verifiche cognitive</em>” , mentre la seconda, la “via bassa” connette direttamente l&#8217;amigdala che è una formazione che ha un ruolo centrale nelle reazione emotive.</p>
<p>Ciò che rileva in questo schema è che la via bassa è assai più veloce di quella alta: esperimenti su animali di laboratori hanno dimostrato che i segnali corticali verso l&#8217;amigdala sono il doppio più veloci di quelli che raggiungono la corteccia sensoriale. Considerato che quest&#8217;ultima è la sede in cui viene elaborato un pensiero cosciente (e rende l&#8217;uomo consapevole delle proprie scelte ed azioni) e facile comprendere come, in realtà, mentre il pensiero “razionale” sta “lavorando” l&#8217;organismo ha già predisposto o messo in atto una reazione che non è frutto di elaborazione cognitiva, ma solo una risposta puramente emotiva.</p>
<p>Questo meccanismo è dovuto all&#8217;evoluzione e serve a consentire reazioni immediate quando non c&#8217;è molto tempo per ragionare (scarica di adrenalina, fuga o blocco, come conseguenze di una paura improvvisa). E&#8217; un fenomeno connesso alla sopravvivenza: meglio prendere paura per nulla che non rendersi conto di un pericolo.</p>
<p>Ma genera effetti non voluti nel mondo moderno, in cui questo meccanismo di “protezione” rischia di innescare reazioni immediate, ma errate.</p>
<p>Tratto da: Jon Elster, <em>Emozioni forti</em>, Il Mulino (2001)</p>
<p>NOTA. Il filmato produce degli stimoli emotivi legati all&#8217;orrore che suscitano alcune immagini, alla pietà per le vittime, al dramma della guerra; il tutto è acuito da un sottofondo melanconio o fors&#8217;anche ossessivo o inquietante. Non è facile trovare le parole per descrivere delle sensazioni e pur volendoci provare ci accorgiamo che prima viene l&#8217;emozione e poi la riflessione.</p>
<p>NOTA LEGALE. Le immagini utilizzate per realizzare il filmato sono tratte da <a href="http://worldwariitcms.pbworks.com/The-War-in-the-Pacific-Ends" target="_blank">sito</a> worldwariitcms realizzato dagli studenti della Twelve Corners Middle School, Brighton, New York,; dai siti (salvo errori e/o omissioni): http://media.photobucket.com/image/cimitero%20militare%20nettuno/laterradimezzo/Croci-in-fila.jpg, http://www.historyplace.com/worldwar2/timeline/pearl.htm; http://hawaii.gov. La musica è una composizione originale realizzata utilizzando jingle e loop presenti nel software per Mac GarageBand</p>
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		<title>Gandhi e la competenza relazionale</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 09:02:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea B.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione dei conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Non solo diritto]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="340" height="285" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/c3pXxXzrjgQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="340" height="285" src="http://www.youtube.com/v/c3pXxXzrjgQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Queste bellissime parole sono un ottimo esempio per provare a comprendere l&#8217;importanza di quelli che &#8211; con linguaggio un po&#8217; freddo e tecnico &#8211; sono definiti <strong>aspetti</strong> <strong>relazionali</strong> di una comunicazione, di una discussione, di un conflitto, di una negoziazione, in definitiva di un rapporto umano.</p>
<p>Mi piace almeno pensare che la <strong>competenza</strong> a trattare le persone e la <strong>capacità</strong> di costruire relazioni che funzionano, di cui tanto oggi si parla e si avverte la necessità, possano essere assimilate o anche semplicemente confrontate con il pensiero del Mahatma.</p>
<p>La società moderna ha molto dilatato, fin quasi a perderlo, il senso o l&#8217;importanza della spiritualità, ma questo non dovrebbe autorizzare ad essere aridi o astiosi.</p>
<p>Per più di un motivo &#8211; cultura, psicologia ed emotività: racchiusi nel cd. principio di reciprocità &#8211; si tende a trattare gli altri nel modo in cui loro ci trattano: attenzione, però, questo non significa essere autorizzati ad essere aggressivi con chi lo é.</p>
<p>Al contrario, se vogliamo trattare qualcuno gentilmente, perché ci interessa davvero &#8220;avvicinare i nostri cuori&#8221; per poterci comprendere e confrontare, dobbiamo superare l&#8217;aggressività dell&#8217;altro.</p>
<p>Diversamente occorrerà solo gridare sempre più forte finché nessuno sentirà e capirà nulla dell&#8217;altro, senza risolvere i problemi.</p>
<p>Non siamo tutti Gandhi; però potremmo provare.. D&#8217;altronde se non si mira ad obiettive elevati, i risultati non potranno che essere scarsi..</p>
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		<title>Harry Patch</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 17:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea B.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non solo diritto]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[mediazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p>John Henry (Harry) Patch (Combe Down, 17 giugno 1898 – Wells, 25 luglio 2009) è stato un supercentenario inglese. Fu all&#8217;età di 111 anni il più longevo uomo vivente nel Regno Unito e il 3° uomo più vecchio del mondo; detenne tali primati dopo la morte, il 18 luglio 2009 di connazionale Henry Allingham, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="340" height="285" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OsbjtNs5R4s&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="340" height="285" src="http://www.youtube.com/v/OsbjtNs5R4s&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>John Henry (Harry) Patch (Combe Down, 17 giugno 1898 – Wells, 25 luglio 2009) è stato un supercentenario inglese. Fu all&#8217;età di 111 anni il più longevo uomo vivente nel Regno Unito e il 3° uomo più vecchio del mondo; detenne tali primati dopo la morte, il 18 luglio 2009 di connazionale Henry Allingham, conservandoli perciò solo per una settimana. È rimasto l&#8217;ultimo soldato al mondo ad aver combattuto nelle trincee del fronte occidentale (f<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Harry_Patch" target="_blank">onte wikipedia</a>).</p>
<p>Questo bellissimo video è stato realizzato da <a href="http://www.youtube.com/user/sofista25" target="_blank">Sofista25</a></p>
<p>Come colonna sonora la canzone dedicatagli dai Radiohead e disponibile  anche in streaming sul sito <a href="http:/www.radiohead.com" target="_blank">www.radiohead.com.</a></p>
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		<title>Ubuntu, Mandela, gestione dei conflitti e bit.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea B.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non solo diritto]]></category>
		<category><![CDATA[ADR]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[mediazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p></p> <p>Ubuntu è il nome di una “distribuzione” (ossia un tipo di sofware) open source o free, libero o gratuito basato su Linux. L’aspetto più caratteristico è da rintracciare non tanto e non solo nel fatto che è distribuito gratis (chiunque lo può “scaricare” liberamente da internet), ma nel suo essere un sistema “aperto” sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="340" height="285" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/i6DmS4onM9M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="340" height="285" src="http://www.youtube.com/v/i6DmS4onM9M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ubuntu è il nome di una “distribuzione” (ossia un tipo di sofware) open source o free, libero o gratuito basato su Linux. L’aspetto più caratteristico è da rintracciare non tanto e non solo nel fatto che è distribuito gratis (chiunque lo può “scaricare” liberamente da internet), ma nel suo essere un sistema “aperto” sul quale tutti i programmatori che sono in grado farlo possono lavorare, interagendo sul codice sorgente (le istruzioni che fanno “girare” il programma) al fine di migliorarlo e implementarlo.<br />
Come si può leggere nel sito web della comunità che lavora al progetto in Italia (www.ubuntu-it.org), Ubuntu è nato come sviluppo di Debian che, a sua volta “è un progetto volontario di sviluppo di una distribuzione GNU/Linux. Debian nasce più di dieci anni fa ed è cresciuta fino a coinvolgere oltre 1000 membri con lo status di sviluppatori ufficiali, e numerosi altri volontari e collaboratori. La sua espansione è arrivata a circa 17.000 pacchetti di software e documentazione Free e Open Source”.<br />
Domanda: se il software è libero e gratuito,  cosa spinge un migliaio di persone a lavorare gratis per regalare un sistema operativo a degli estranei?<span id="more-51"></span> Una risposta è rintracciabile nel nome stesso ubuntu. Tale termine esprime l’idea che “le persone diventano persone grazie ad altre persone”. La filosofia dell’ubuntu è mirabilmente sintetizzata da Nelson Mandela in un video (http://www.youtube.com/watch?gl=IT&amp;hl=it&amp;v=kC9Ju63Bchk) in cui il premio Nobel per la pace spiega come, tra i molteplici aspetti che contraddistinguo questo modo di essere, siano ricompresi i concetti di rispetto, condivisione, comunità, fiducia e altruismo al fine di chiedersi: “sei disposto a dare qualcosa per aiutare la gente che sta intorno a te&#8230;perché abbiano la capacità di migliorare la tua comunità?”<br />
Ovviamente, poiché, non tutti possono o vogliono fare i missionari, anche la comunità dell’open source deve poter ottenere un reddito dal proprio lavoro; per questo esistono dei pacchetti professionali o personalizzati a pagamento. Ciò non toglie che il sistema operativo e moltissimi applicativi sono completamente gratuiti e costantemente aggiornati. Chiunque può testare la qualità dei prodotti in questione scaricando ed installando un software come Open Office, che fa le stesse cose di Word (incluso ovviamente aprire, modificare e salvare i documenti nel noto formato .doc) senza però dover sborsare nemmeno un solo euro.<br />
Ubuntu come filosofia è stato anche alla base del cd. rinascimento africano ed ha consentito di superare ed uscire dal dramma dell’apartheid per il tramite della Truth and Reconciliation Commission (TRC), &#8220;Commissione per la verità e la riconciliazione&#8221;.<br />
“Quando il nostro presidente Nelson Mandela uscì di prigione, il suo primo messaggio al paese fu: «riconciliazione e unità»; e molti si sorpresero nel vedere il nostro leader che, dopo tanti anni di prigione, parlava, senza tracce di amarezza, di riconciliazione. Ma è proprio a partire da questo messaggio di comprensione e di riconciliazione che si è reso necessario riesaminare il passato. Per superare l&#8217;apartheid c&#8217;è stato un compromesso? Credo che, a un certo livello, sia vero. Però il compromesso non ha riguardato il bisogno di democrazia o il rifiuto del razzismo, ha riguardato «come» arrivare alla democrazia e al rifiuto del razzismo. «Ci uccidiamo a oltranza, per arrivarci, oppure cerchiamo un&#8217;altra soluzione?»..” (Russell Ally, Signor nemico crudele: lei è stato perdonato, in: Diario della settimana, anno III, n.10, 11/17 marzo 1998).<br />
La comunità informatica è riuscita a trasformare quella che per qualcuno è un’utopia in qualcosa di tangibile.<br />
E in ambito giuridico?<br />
Magari anche sul versante della gestione delle controversie si potrebbe fare qualcosa, cominciando da quelle civili e commerciali, considerato che in determinate situazioni e con i dovuti distinguo è stato possibile conciliare crimini ben più gravi e tremendi.<br />
D’altronde valori come solidarietà e cooperazione sono chiaramente alla base della nostra Carta Costituzionale nonché del codice civile, solo che talvolta vengono relegati in secondo piano in un’ottica individualizzante ed egoistica di approccio al conflitto, propria di questi ultimi lustri.<br />
Forse basterebbe che litiganti ed avvocati provassero ad essere dei piccoli, piccolissimi,  Nelson Mandela.</p>
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