Cambia drasticamene la competenza giurisdizionale dell’ esportatore italiano in ambito UE

E’ dell’ ottobre scorso l’ultima, sorprendente novità in tema di giurisdizione, che trae spunto dalla vicenda di un esportatore italiano che si trovi ad operare in un contesto comunitario.

Essa è contenuta in un’ ordinanza emessa ad opera della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite- che vuole che l’esportatore italiano- al fine di recuperare il proprio credito in caso di insolvenza del debitore-debba rivolgersi al giudice dello Stato del compratore.

E’ quanto ha statuito l’ordinanza n. 21191 del 5 ottobre 2009.

Ma sino ad oggi quale disciplina…?

Facendo un piccolo passo a ritroso, noteremo come la materia sia da sempre regolata dal Regolamento CE 44/01 sulla competenza giurisdizionale. Esso statuisce con chiarezza come, in materia contrattuale, se manchi una clausola di deroga del foro formalmente valida e qualora si voglia agire contro un soggetto comunitario, il giudice competente sia quello dello Stato in cui si trova tale soggetto.

Segue, all’art 5, una deroga a tale principio in forza della quale, qualora si tratti della compravendita di beni, sarà possibile citare un soggetto comunitario anche dinanzi al giudice del luogo in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati in base al contratto.

Tale inciso è stato poi nel tempo oggetto di duplice interpretazione per cui per “luogo di consegna” può intendersi:

1.quello estrapolato seguendo un’accezione giuridica

2.oppure quello che scaturisce da un’interpretazione resa in senso economico e fattuale.

La prima interpretazione trova la sua fonte più autorevole nella Convenzione di Vienna del 1980 che stabilisce che il luogo di consegna coincide con quello in cui i beni sono stati consegnati al primo vettore per il trasporto al compratore, salvo diverso accordo tra le parti

Purtuttavia i Tribunali italiani, all’atto di riempire di significato il termine “luogo di consegna”, si sono ultimamente mossi in senso contrario, preferendo aderire piuttosto alla seconda interpretazione fattuale del concetto di “luogo di consegna”.

E dunque, in conclusione, si fa attualmente riferimento al luogo in cui i beni vengono fatti entrare nella materiale disponibilità del destinatario, a prescindere dal diverso luogo in cui eventualmente il vettore sia stato incaricato della presa in carico delle merci.

Conclusioni certamente opposte rispetto a quelle indicate dalla Convenzione di Vienna: giudice competente a conoscere delle domande fondate su un contratto di compravendita internazionale sarà, perciò, quello ove si trova il luogo finale di destinazione delle merci.

Ma cosa cambia in concreto…?

In buona sostanza, l’imprenditore italiano che esporta, per recuperare il credito vantato si vede oggi costretto ad agire di fronte al giudice straniero, sotto la cui giurisdizione si è perfezionata la consegna delle merci.

Questi, per sintetizzare i punti salienti della fattispecie in esame:

1.un’impresa straniera ordina delle merci ad una ditta italiana per un cospiquo corrispettivo

2.quest’ultima provvede alla consegna delle merci al vettore presso il proprio stabilimento

3.ricevuto la merce, la ditta straniera non paga

4.l’imprenditore italiano avvia allora un’azione giudiziaria in Italia per il recupero del proprio credito

5.la straniera eccepisce in giudizio il difetto di giurisdizione del giudice italiano

6.la Corte di Cassazione conferma l’eccezione, impone al venditore italiano di rivolgersi al giudice straniero per il recupero del proprio credito.

A questo punto che soluzione adottare…?

Ebbene, non resta che consigliare all’ esportatore italiano di agire in via preventiva al fine di “plasmare”i propri contratti in maniera oculata, cercando di inserire all’interno degli stessi e dunque in un ‘apposita clausola, un luogo di consegna o un foro competente che, il più delle volte finirà per esser non gradito alla controparte….

Un pensiero su “Cambia drasticamene la competenza giurisdizionale dell’ esportatore italiano in ambito UE

  1. barbara f.

    Ho letto il suo articolo e le faccio i miei complimenti.
    sono a richiederLe se è possibile aderire ad un eccezione di difetto di giuriszione del giudice italiano oppure tale possibilità è consentita solo nel caso di difetto di competenza territoriale?

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