Brevetti italiani e priorità “interna”

La Legge n. 99 del 23 luglio 2009, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2009 supplemento ordinario n. 136, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” ha introdotto rilevanti novità in materia di Proprietà Industriale e di lotta alla contraffazione, inclusa l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, del Consiglio Nazionale Anticontraffazione.
Già al momento dell’entrata in vigore del Codice della Proprietà Industriale, era prevista una delega al Governo per adottare, entro un anno, disposizioni correttive e integrative.
Tale delega è stata più volte prorogata e la Legge 99/2009 la estende fino al luglio 2010.
Passando ad analizzare il testo normativo, si può notare come l’art. 19, commi 1-8, apporti delle novità, di carattere sostanziale e procedurale, al d. lgs. n. 30 del 10.02.2005 (c.d. Codice di Proprietà Industriale).
In particolare, il comma 1 dell’art. 19 introduce:
un comma 3-bis all’art. 47 del Codice della Proprietà Industriale, in virtù del quale il deposito nazionale in Italia di domande per brevetti di invenzione e modelli di utilità “dà luogo al diritto di priorità anche rispetto ad una successiva domanda nazionale depositata in Italia, in relazione a elementi già contenuti nella domanda di cui si rivendica la priorità”. La norma sulla “priorità interna” va ad integrare l’istituto delle priorità in modo simile a quanto previsto dalle legislazioni più avanzate di molti Paesi tra cui la Francia (come risulta dal libro VI del Code de la proprieté intellectuelle) la Germania (legge 16 dicembre 1980, e successive modifiche), l’Inghilterra  (Patents Act del 1977, e successive modifiche) e gli Stati Uniti d’America la cui legge brevettuale prevede la continuation-in part, ovvero la norma che porta alla rivendicazione interna. La possibilità di utilizzare la “priorità interna” è riconosciuta solamente alle domande di brevetto per invenzione industriale ed alle domande di brevetto per modello di utilità;
una nuova versione dell’art. 134 del C.P.I. (norme in materia id competenza) che disciplina in maniera più organica a devoluzione delle controversie alla cognizione delle Sezioni Specializzate;
un nuovo art. 239 del C.P.I. (limiti alla protezione accordata dal diritto d’autore) che specifica ulteriormente i limiti in relazione a quanto divenuto di  dominio pubblico.
Il comma 2 dello stesso art. 19 modifica l’art. 120 del Codice della Proprietà Industriale prevedendo che, anche nei casi di azioni per contraffazione, la sentenza possa essere emessa solo dopo che l’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) si sia pronunciato, esaminandola con precedenza, sulla domanda di concessione del titolo (precedentemente era previsto solo nei casi di azione per nullità).
E’ previsto, inoltre, che in tali casi, il giudice disponga la sospensione del processo.
I commi dal 10 al 13 contemplano l’istituzione del Consiglio Nazionale Anticontraffazione “con funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento delle azioni strategiche intraprese da ogni amministrazione, al fine di migliorare l’insieme delle azioni di contrasto a livello nazionale”.
Le attività di segreteria del Consiglio sono affidate all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.
Il comma 15, infine, conferisce una delega al Governo per adottare, entro un anno dalla data in vigore della legge n. 99/2009, disposizioni correttive o integrative del Codice di Proprietà Industriale

2 pensieri su “Brevetti italiani e priorità “interna”

  1. Cristian

    la Convezione di Monaco non consente la continuation-in-part. In questo modo il diritto italiano si allontana da quello europeo. Quali vantaggi conporta l’introdduzione della priorità interna se non la si può estendere a livello europeo?

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