ADR, p.a., danno erariale e transazione (… mediazione).

Ricordando Vasco Rossi mi verrebbe da dire “magari tu volevi fare del bene e hai fatto male…” (La fine del millennio).

Qualche anno fa scrivevo in modo assai cauto di ADR nella pubblica amministrazione preoccupandomi dell’eventuale danno erariale che si sarebbe potuto contestare a quell’amministratore che avesse sottoscritto una transazione invece di attendere una (più favorevole, forse…) sentenza..mentre ora si possono leggere sentenze che condannano perché la transazione è stata raggiunta troppo tardi!

Insomma si sbaglia comunque! Prima per pessimismo ed ora per ottimismo: ma, d’altra parte, come diceva Paracelso “è la dose che fa il veleno”…

La Corte dei conti ha infatti stabilito che

riconosciuta la colpa grave di Consiglieri comunali che, pur disponendo di elementi informativi che univocamente evidenziavano la convenienza per l’ente di una proposta di transazione formulata dalla controparte ed approvata dalla Giunta municipale, s’erano rifiutati di deliberare il conseguente riconoscimento del debito fuori bilancio, il danno erariale è stato ritenuto pari alla differenza tra l’importo erogato per una transazione intervenuta dopo due anni e quello, minore, che l’ente avrebbe affrontato secondo la proposta originaria. Non sono state accolte le contro-deduzioni della difesa che invitavano a tener conto dell’arricchimento del Comune connesso alla temporanea disponibilità di somme di denaro, per mancata prova dell’asserito arricchimento, non avendo i convenuti dimostrato che le somme poi erogate provenivano da depositi fruttiferi e non avendo quantificato il beneficio che l’ente avrebbe tratto dal prolungato deposito in tesoreria di risorse finanziarie. C. Conti Sez. giurisdiz., 21/01/2008, n. 215,  Giornale Dir. Amm., 2008, 6, 688)

Forse indiretto come feed-back al mio articolo precedente, ma almeno un segnale: la transazione non è di per se “pericolosa” per gli amministratori, ma solo nella misura in cui in base agli elementi disponibili non sia conveniente.

Potrebbero, quindi, considerarsi diversamente quelle questioni, come la responsabilità medica nell’ambito di Aziende Ospedaliere in cd. autotutela (ossia non assicurate) da trattare in mediazione. Anzi a questo punto la mediazione pare proprio la sede ideale per fare un accurato brainstorming circa la convenienza della transazione per la p.a.: il fatto che si tratti una transazione (rectius si un accordo) ottenuta tramite l’opera di un terzo (il mediatore), inoltre, potrebbe contribuire a disegnare in maniera diversa il problema responsabilità per danno erariale. Nella negoziazione faccia a faccia che normalmente si mette in atto per giungere ad una transazione, infatti, molti dati o informazioni potrebbero risultare “oscuri” o non verificati o verificabili in ragioni di tatticismi negoziali o scelte strategiche; con il mediatore, invece, che può avere accesso a tutte le informazioni ed a tutti i dati, il processo negoziale – così guidato – pare più efficiente ed equilibrato. Inoltre la possibilità di confrontarsi con un soggetto (il mediatore) che è conoscenza  – almeno virtualmente – del 100% delle informazioni, può costituire un efficacissimo esercizio di analisi della verosimiglianza dei propri assunti, deduzioni ed inferenze, circa l’esito del giudizio.

Che sembra essere proprio l’aspetto che discrimina la responsabilità…

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