Abstract libro ‘I segreti della mediazione’

Talvolta parlando con i colleghi, commercialisti, o anche tecnici o consulenti in genere, mi accorgo di come purtroppo esistano alcuni  luoghi – errati – comuni sulla mediazione.

Pe questo sto scrivendo un libro che spero di poter terminare a breve, caratterizzato dall’essere pratico ed essenziale.

Ci sarà una sezione FAQ, dei case studies, un test, oltre naturalmente al commento di ogni singolo articolo ed alla spiegazione del funzionamento della mediazione.

Qui potete scaricare l’abstract provvisorio; intanto, fornisco di seguito qualche “pillola”:

  • Il mediatore NON giudica, può formulare proposte, ma non vincolanti
  • La procedura, in pratica….NON è una procedura, non ci sono formalismi, memorie, termini, marche da bollo..
  • La mediazione NON è la cugina povera di un arbitrato: è proprio di un altra razza, specie e genere..
  • Il mediatore, lo dice la parola, media,  rendendosi – come nota benissimo il filosofo Eligio Resta –  “equiprossimo” rispetto alle parti litiganti
  • Il diritto c’entra molto o poco.. a seconda dei casi
  • Il mediatore ne deve sapere di legge, ma anche di “persone” per questo è un esperto di comunicazione e negoziazione.

La mediazione comincia proprio laddove è fallito il negoziato diretto: certo che se gli avvocati o consulenti o le stesse parti si sentono o si auto-attrbuiscono capacità negoziali  fuori dalla norma, mentre non è così…, direi che si rischia di partire con il piede sbagliato..

D’altronde, se nel corso di giurisprudenza si è parlato sempre e solo di diritto, come possono i professionisti, che su quella laurea basano il proprio lavoro, essere automaticamente “abili negoziatori”?

Solo un esempio: uno dei concetti base della negoziazione è quello di BATNA* (Best Alternative To Negotiated Agreement) che esprime il concetto di “miglior alternativa all’accordo”:  capire quale questa sia, è un passaggio essenziale per elaborare una corretta strategia negoziale.

Inserite il termine su Google (o altro motore di ricerca..): ebbene nelle prime 3 pagine (oltre non ha senso andare..) NON troverete neanche una pagina in italiano che affronta questo argomento.

Perchè? Perchè in Italia non c’è una  grossa o diffusa tradizione (accademico-universitaria) tranne pochi casi, in materia di negoziazione.

Il termine compare, invece, nel sito  Università di Harvard che, al pari di molte altre università americane, è molto attiva in materia.

Compare, ovviamente, su wikipedia.. ma in inglese..

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* Termine coniato da Roger Fisher and William Ury  nel loro bestseller “Getting to Yes: Negotiating Without Giving In” (1981).

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